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Rissa a Jesolo, il papà del ragazzo pestato: “chi sa, parli” | VIDEO

Parla a Iene.it Giampietro Cucco, papà del ragazzo svenuto nella rissa che è scoppiata a Jesolo sabato notte: “denunciate!”

“Quando ho visto quella scena mi è salita la rabbia, pensavo di sbranare qualcuno e invece poi per fortuna mi sono calmato”. A parlare è Giampietro Cucco, il papà di uno dei ragazzi rimasti feriti nella rissa scoppiata a Jesolo sabato notte. La scena a cui si riferisce è l’immagine di suo figlio a terra, svenuto, che si vede nel video che potete vedere qui sopra e che riprende alcuni momenti di quella rissa. “Io ho saputo di cosa stava succedendo quasi in contemporanea perché un’amica mi ha mandato il video e ho visto mio figlio a terra”.

Intervistato da Giulia Innocenzi a Iene.it: aspettando Le Iene, Giampietro ci racconta come sta ora suo figlio: “sta meglio. Il viso purtroppo è tumefatto ma non ci sono traumi particolari. In quel video si vede che è svenuto e si è svegliato in ambulanza”.

Giampietro ci racconta quale sarebbe stata la dinamica di quella notte: “Mio figlio mi ha detto che sono stati assaliti da un gruppo di ragazzi, loro erano una decina e cercavano di calmare la situazione. Sembra che sia partito da un gioco o almeno così sembrava: uno di questi ha buttato un po’ d’acqua e l’amico di mio figlio ha risposto tirando altra acqua e ad un tratto sono esplosi. Da lì non si è più capito nulla. Inizialmente si pensava che fosse una baby gang perché sembravano molto giovani. La polizia invece dice che non sono così giovani, che hanno tra i 18 e i 20 anni”.

E da quello che racconta Giampietro sembra che non sia la prima volta che gruppi di ragazzi fanno esplodere queste risse senza un motivo: “Ho sentito dire che ci sono dei gruppi di ragazzi che si muovono in giro per Venezia, Treviso e altre parti che scatenano risse così aggressive e così strane che partono senza motivo”.

Giampietro è un papà coraggioso perché invece di lasciar perdere ha deciso di denunciare. “Purtroppo non abbiamo ancora sospetti. Abbiamo dei volti ma nient’altro. La mia richiesta è che se qualcuno ha visto chi ha colpito mio figlio o ha dei video lo faccia sapere, anche in maniera anonima”.

Chiunque abbia visto, assistito o abbia un filmato o una foto che possa essere utile per aiutare Giampietro nel capire chi erano i ragazzi coinvolti in quella rissa può scrivere a redazioneiene@mediaset.it.

“Ho deciso di denunciare perché è triste pensare che non siamo al sicuro”, conclude Giampietro. “Vivere con la paura di passare in mezzo a una compagnia di ragazzini è pura follia. Io vorrei che si facesse capire a questi ragazzi quello che hanno fatto”. 

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