>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Rogo Thyssen, ancora una beffa per i familiari delle vittime: sospesa la pena per il manager tedesco | VIDEO

Harald Espenhahn ha presentato ricorso alla Corte costituzionale tedesca, che ha deciso di sospendere la pena a 5 anni di carcere in attesa del giudizio. “Non ce l’aspettavamo, l’abbiamo presa malissimo. Non ci possono prendere in giro così”, dice la madre di una delle sette vittime del rogo a Iene.it. Una vicenda che noi de Le Iene abbiamo seguito con Alessandro Politi

Non ci possono prendere in giro così”. Rosina, la madre di Giuseppe, una delle sette vittime del rogo della Thyssen di Torino, è furiosa: uno dei due manager condannati per la strage non andrà in carcere in Germania, almeno per ora. La pena a cinque anni di prigione è stata infatti sospesa dopo che lo stesso manager, Harald Espenhahn, ha fatto ricorso alla corte costituzionale tedesca: adesso bisognerà attendere il responso dei giudici per sapere se alle 7 vittime di quella strage e alle loro famiglie sarà finalmente riconosciuta giustizia.

“Non è possibile, non ci possono prendere in giro così”, dice Rosina a Iene.it. “Questa notizia l’abbiamo presa malissimo. Non ce l’aspettavamo. Ha aspettato proprio l’ultimo momento per presentare ricorso, ogni volta che va e chiede ottiene subito. Per noi è strano, e non abbiamo nessuna risposta”. La rabbia è tanta: “Noi siamo sicuri che non abbia funzionato qualcosa fin dall’inizio, dalla giustizia al governo. Lo pensiamo tutti”.

La battaglia per ottenere giustizia per le 7 vittime, comunque, di certo non finisce qui: “Appena avuta la notizia ho chiamato subito il ministro della Giustizia Bonafede. Vi sembra giusto che certe notizie ci arrivino dalla Germania, da una giornalista tedesca, e sia io ad avvisare tutti? Dovrebbe essere la Germania ad avvisare l’Italia: ma per cosa ci hanno preso?”. E mamma Rosina si è subito messa in contatto con le istituzioni: “Ho provato a chiamare Bonafede ma non ha ancora risposto. Ho chiamato anche la sindaca di Torino Chiara Appendino, anche lei è arrabbiata ed è dalla nostra parte”. I prossimi passi? “Noi vorremmo andare in Germania, vogliamo delle risposto e far vedere che non ci devono prendere in giro. Vogliamo far vedere quello che l’Italia non ha saputo far vedere finora”.

Nell’impianto siderurgico di Torino di proprietà del colosso tedesco nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 morirono in un rogo dovuto a gravi carenze della sicurezza 7 operai, in uno degli incidenti sul lavoro più gravi della storia d’Italia contemporanea. I 5 dirigenti italiani condannati per questo si sono presentati per scontare le loro pene. Al momento della sentenza definitiva i tedeschi Espenhahn e Priegnitz, condannati in Italia rispettivamente a 9 anni e 8 mesi e a 6 anni e 3 mesi si sono rifugiati in Germania.

Noi delle Iene abbiamo rintracciato entrambi con Alessandro Politi, in diversi servizi  (sopra trovate il terzo e cliccando qui il primo e il secondo). Li abbiamo trovati in entrambi i casi a fare jogging. La Iena gli ha semplicemente chiesto quello che le famiglie delle vittime volevano sapere: “Quando sconterà la sua pena?”. Da loro però non abbiamo avuto alcun segnale di pentimento, solo Gerald Priegnitz, profetico, ci ha detto: “La giustizia tedesca si farà viva”. I due devono scontare in Germania 5 anni di carcere, il massimo previsto dall’ordinamento tedesco per il reato di omicidio colposo. E se Priegnitz ha iniziato a scontare la pena, dormendo in carcere la notte mentre è libero di giorno, per Espenhahn si dovrà attendere ancora.

Poco dopo la telefonata per l’intervista, mamma Rosina ci richiama. Ha sbagliato numero, doveva chiamare un’altra persona: “Mi scusi tanto, sono sconvolta. Vorrei che capissero anche loro come stiamo”. E’ possibile che queste famiglie siano condannate a tanto dolore, e nessuno riesca a far avere loro giustizia?

Ultime News

Vedi tutte
Loading