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Rohingya, annegati su un barcone 16 donne e bambini in fuga dai massacri in Myanmar

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Almeno in 16 tra donne e bambini sono annegati nel naufragio di un barcone con a bordo rifugiati Rohingya, la minoranza musulmana perseguitata in Myanmar. La tragedia è successa nelle acque del Bangladesh, l’imbarcazione si dirigeva verso la Malesia: in 62 stati salvati dai soccorritori. Noi de Le Iene vi abbiamo parlato della terribile crisi umanitaria dei Rohingya in un reportage di Gaston Zama

Sono stati recuperati 16 cadaveri di Rohingya dopo l’affondamento di una barca di rifugiati in fuga dai massacri in Myanmar. Le vittime, donne e bambini, andavano verso Malesia per fuggire dalle violenze e dalle persecuzioni a cui è sottoposta la minoranza musulmana dei Rohingya da parte dell’esercito birmano e degli estremisti buddisti. In 62 sono stati salvati, all’appello mancano però ancora molti dispersi: a bordo c’erano 125 persone.

Noi de Le Iene vi abbiamo parlato di questa crisi umanitaria dei Rohingya nel reportage di Gaston Zama che potete vedere qui sopra. Siamo andati assieme a Suor Cristina (vincitrice nel 2014 del talent tv The Voice) nei campi profughi in Bangladesh, dove i Rohingya vivono in condizioni al limite della sopravvivenza per sfuggire alle persecuzioni.

All’inizio dell’anno la Corte internazionale di giustizia dell’Aia ha infatti imposto misure provvisorie per impedire la commissione, ai danni dei Rohingya, di tutti gli atti condannati dalla convenzione sul genocidio del 1948. Il massacro della minoranza musulmana è stato definito da più parti come “un genocidio”. L’inchiesta è stata avviata dopo un rapporto presentato dal Gambia, uno stato dell’Africa occidentale che ha accusato il Myanmar di aver violato la convenzione sul genocidio, emanata dopo l’Olocausto.

“Siamo arrivati in barca, mio padre e miei fratelli sono stati uccisi”, diceva una bambina alla nostra Iena. “C’erano dei buddisti vestiti da militari, mi hanno abusata”, ricorda tra le lacrime una donna.

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