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Ossessione selfie: mille al secondo, 93 milioni al giorno | VIDEO

Secondo gli esperti questa moda si può trasformare in un vero e proprio disagio mentale. Noi de Le Iene ci siamo occupati con Fabio Rovazzi di quando si rischia la morte per un selfie

Novantatre milioni di selfie al giorno, più di mille ogni secondo nel mondo. Sono i numeri pazzeschi della moda degli autoscatti, quel processo mentale che porta ognuno di noi ad aprire la fotocamera frontale del telefono per immortalare i momenti della nostra vita. Dai più insignificanti fino ai momenti più importanti dell’esistenza, i selfie fanno ormai parte delle giornate di ognuno di noi.

Non è però solo un fenomeno divertente: talvolta può diventare perfino un disagio mentale. L’esperto Giovanni Stanghellini, del Dipartimento di Scienze Psicologiche, della Salute e del Territorio dell'Università di Chieti, dice che alcune persone “esistono in quanto vengono osservate da qualcuno, è questo il nuovo io all'epoca dei selfie”. Il problema, continua Stanghellini, è peggiorato dal fatto che "lo smartphone, che consente un numero illimitato di selfie in ogni istante della vita, non è un semplice dispositivo tecnologico estrinseco rispetto al corpo di una persona, come poteva essere una macchina fotografica ma una vera e propria protesi integrata nei nostri corpi”.

Insomma dietro questo fenomeno può nascondervi a volte un vero e proprio disagio. Nel reportage di Gaston Zama, con Fabio Rovazzi in veste di Iena, vi abbiamo raccontato del fenomeno dei “selfie estremi” e degli inutili rischi per la vita che comportano.

Nel reportage, che potete rivedere qui sopra, abbiamo incontrato a Dubai, Anna e Ivan, due atleti per cui gli “extreme selfie” sono diventati una professione. Queste acrobazie, che li portano in cima ai grattaceli o in mezzo ai binari del treno, vengono purtroppo imitate dai giovani: questi però ignorano che quelli nei video da milioni di visualizzazioni sono atleti professionisti che si allenano duramente per anni. E nonostante tutto corrono rischi enormi. Una moda che spinge i ragazzi oltre il limite, per postare le proprie foto e avere quanti più like possibile.

Il Rapporto Italia 2019, l’ultimo pubblicato e che potete rileggere cliccando qui, racconta di numeri inquietanti: 259 persone sono morte nel mondo tra il 2011 e il 2017 nel tentativo di scattarsi un selfie. Un numero talmente alto da far nascere un nuovo e terribili appellativo: il “killfie”, l’immagine mortale da pubblicare sui social.

Secondo il Rapporto, l’89% degli incidenti che hanno portato alle 259 morti sono di giovanissimi, tra i 10 e i 29 anni. Ecco nel dettaglio tutte le cause che hanno portato alla morte di chi cercava lo scatto da milioni di like: 70 persone annegate, 51 vittime di incidenti legati a mezzi di trasporto, 48 cadute sfidando la legge di gravità; 48 persone bruciate, 16 fulminate da scariche elettriche, 11 colpite da arma da fuoco, 8 vittime di animali selvatici. 41 incidenti sono avvenuti per caduta da altezze estreme, 32 incidenti per annegamento, 13 per folgorazione, 7 causati da animali selvatici, 1 a causa del fuoco, 11 per arma da fuoco, 28 sui mezzi di trasporto.

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