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Il re dichiara il modello Svezia fallimentare ma vanno avanti senza restrizioni

L’approccio svedese alla pandemia: nessun lockdown e obbligo di mascherina, ma solo indicazioni di buon senso alla popolazione. Oggi, dopo quasi 8mila morti e le terapie intensive sature al 99% a Stoccolma, anche il re Carlo Gustavo XVI ha dovuto ammettere, nel suo discorso di fine anno, che la Svezia “ha fallito”. Però, intanto, nessun divieto per pranzo di Natale e cenone di fine anno

“Abbiamo fallito”. Non fa sconti a nessuno, tantomeno al suo stesso governo, il re di Svezia, Carlo Gustavo XVI, che nel tradizionale discorso televisivo di fine anno ha descritto così la politica del suo Paese sul contrasto al Covid-19.

“Abbiamo un gran numero di morti e questo è terribile", ha riconosciuto il sovrano. "Il popolo svedese ha sofferto tremendamente in condizioni difficili. Pensiamo a tutte quelle persone che non sono neppure state in grado di dire addio ai propri familiari deceduti. Penso che sia un'esperienza dura e traumatica non poter dare un ultimo saluto".

La Svezia, paese che a oggi conta quasi 8000 morti e 350mila contagiati, è stato finora l’unico in Europa a non ricorrere a lockdown o a particolari restrizioni per contrastare la pandemia di coronavirus, ma che solo recentemente aveva imposto misure per il divieto di assembramento.

Un Paese che, nonostante le terapie intensive nella capitale siano piene al 99% (e si è arrivati addirittura a chiedere l’aiuto della vicina Finlandia per ospitare i malati), ancora oggi si limita a semplici indicazioni per le festività natalizie, senza imporre alcun particolare divieto di incontro tra famiglie.

La situazione è disastrosa, tra dimissioni in massa del personale sanitario e una commissione d’inchiesta del governo che punta il dito sull’inefficiente gestione del coronavirus nelle case di riposo.

Le prime conclusioni della commissione sono state molto dure: nelle case di riposo ci sono state “carenze strutturali note da tempo, a causa delle quali il sistema di assistenza si è trovato impreparato e poco equipaggiato di fronte alla pandemia”, si legge nel rapporto.

“La situazione è terribile”, aveva dichiarato qualche giorno fa a Bloomberg Sineva Ribeiro, presidentessa dell’Associazione svedese dei professionisti della sanità: “Già a maggio avevamo avvertito che la situazione era ingestibile. C’erano troppi pochi specialisti, e così era impossibile aumentare la capacità delle terapie intensive”. Un problema che a quanto pare le autorità non sono state capaci di gestire tanto che, secondo un sondaggio condotto dalla televisione TV4, in 13 delle 21 regioni della Svezia le dimissioni volontarie del personale sanitario hanno superato le 500 al mese. Ma questo Natale, almeno per quanto riguarda le direttive nazionali, non ci saranno restrizioni.

 

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