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Test di specializzazione in medicina, il paradosso degli esclusi "se entrati in contatto con COVID-19"

Il prossimo 22 settembre si terrà il concorso per le specializzazioni mediche. Ai candidati, che già lavorano in ospedali e reparti Covid, è richiesta un’autocertificazione che escluda contatti con positivi nei 14 giorni precedenti l’esame. Abbiamo raccolto lo sfogo di Fortunato, un medico in prima linea che giudica sbagliata questa scelta: “In questi giorni sto frenando le mie attività, per paura di essere escluso dall’esame, come successo già a diversi candidati per i test di Medicina”

“Lavoro in Pronto Soccorso e sul territorio, come medico di medicina generale, ma in questi giorni ho un po' frenato le mie mille attività, per paura di non poter sostenere l’esame per la specializzazione”. A parlare è Fortunato, un giovane medico assunto durante l’emergenza Covid e che il prossimo 22 settembre sosterrà l’esame per l’accesso alla specializzazione. Usiamo il futuro anche se sarebbe più corretto usare il condizionale. Eh sì, perché il bando di concorso dell’esame ha posto una condizione difficile da rispettare per chi lavora da medico ogni giorno a contatto con le persone.

Il sito del ministero dell’Università e della Ricerca dice testualmente: “I candidati dovranno consegnare all’ateneo apposita dichiarazione sostitutiva di certificazione COVID-19 debitamente compilata e sottoscritta nella quale dovranno attestare, tra l’altro, di non essere sottoposti alla misura della quarantena, di non essere risultati positivi al COVID19, di non essere affetto attualmente da patologia febbrile con temperatura superiore a 37,5°C e di non avere avuto contatti negli ultimi 14 giorni con persone risultate affette da COVID-19”.

Un vero e proprio terno al lotto per chi, come Fortunato, è a contatto quotidiano con persone negli studi medici e ricoverati negli ospedali. Il giovane medico, che si è abilitato proprio durante l’emergenza Covid, racconta la sua esperienza in prima linea: ”Ho lavorato in un reparto Covid e poi nelle unità speciali e ho visto con i miei occhi i durissimi giorni dell’emergenza, anche se non dalla terapia intensiva. Ho visto persone morire e altre per fortuna guarire. I momenti più difficili sono stati quelli legati all’impossibilità dei pazienti in isolamento di vedere i propri familiari, momenti molto toccanti per me”.

Fortunato ci racconta come ha iniziato a temere di non poter sostenere l’esame per la specialistica: "Tutto è partito da una pagina Instagram che gestisco, “Medical.mente”, dove sono iniziate ad arrivare diverse segnalazioni degli aspiranti medici che dovevano sostenere la prova d’ingresso del 3 settembre. Ci hanno scritto perché esclusi in quanto positivi o ancora in attesa del risultato del tampone”.

Esclusioni che vi abbiamo raccontato su Iene.it attraverso le testimonianze dirette di due ragazze, Marta (positiva al Covid) e Giovanna (ancora in attesa dell’esito del tampone), entrambe escluse dai test per l’ingresso a Medicina, lo scorso 3 settembre. Fortunato ha avuto paura pensando al 22 settembre: ”Cosa succederà al nostro esame da specializzandi? Io non sono in isolamento fiduciario, continuo a lavorare ma c’è la paura che nei 14 giorni precedenti l’esame possa inevitabilmente, essendo medico, venire a contatto con pazienti positivi, anche asintomatici. È altamente probabile che su più di 20mila candidati iscritti all’esame, che lavorano in ospedali, case di riposo, e sul territorio, ci si possa trovare davanti a situazioni di isolamento fiduciario. E che succederà? Abbiamo ancora tutto il tempo per trovare una soluzione al problema, per evitare che si ripetano le esclusioni del test di medicina. Già il nostro è un test molto selettivo, che taglia fuori un buon 50% dei candidati,  poi c’è addirittura il rischio di dover saltare un anno e ritardare l’ingresso nelle varie specializzazioni. Noi lo chiediamo adesso, che siamo ancora in tempo: il ministero ha previsto un’alternativa a questo problema? Per i test di medicina è stato lasciato tutto al caso, ancora oggi non ci sono risposte: non ripetiamo lo stesso errore!”.

Fortunato ci confida infine il suo sogno: ”Se dovessi passare l’esame del 22 vorrei completare la specialistica e poi dedicarmi alla chirurgia oncologica”. Il test per le specializzazioni mediche si terrà in modalità informatica, con gli studenti convocati in apposite aule e che dovranno rispondere a 140 quesiti in un arco temporale di 3 ore e 30 minuti. Chi dovesse passare l’esame, potrà iniziare la scuola di specializzazione il 30 dicembre 2020. Sempre che prima non sia "fermato" dall'incognita Covid.

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