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Colleferro, ecco il post di uno dei picchiatori di Willy che ha indignato tutti

Poche ore dopo il pestaggio mortale di Willy Monteiro Duarte, Gabriele Bianchi, uno dei 4 arrestati per omicidio preterintenzionale, postava sul suo profilo Facebook video divertenti di scimmie che parlano romanesco: Willy era appena morto 
 

Gran parte delle immagini e dei video dei quattro ragazzi romani responsabili della morte di Willy Monteiro Duarte a Colleferro, di cui vi abbiamo parlato, sono stati rimossi dalla Rete, anche a seguito della valanga di offese e minacce di morte arrivate dagli utenti di Facebook. Utenti che arrivano a invocare il linciaggio in piazza o la pena di morte con esecuzione immediata per i quattro e soprattutto per i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, patiti di arti marziali ed esperti di MMA, come vi abbiamo mostrato in questo video tratto da un combattimento di Marco Bianchi.

Ad accendere ancora di più gli animi e purtroppo anche gli istinti peggiori dei social è un video postato da Gabriele Bianchi, il cui profilo Facebook è ancora visibile, poche ore dopo il brutale pestaggio del giovane capoverdiano, con protagoniste delle scimmie. In particolare il terzo episodio di una web serie realizzata dal comico Davide Marini, che ha subito condannato questa condivisione esprimendo tutta la sua solidarietà alla famiglia di Willy.

 


Lo potete vedere: Gabriele Bianchi, poco dopo il pestaggio in quattro del povero Willy, condivide sul suo profilo il terzo episodio della serie “Fulvio e il tossico”, aggiungendo un commento fatto di quattro faccine che ridono. Passa qualche ora, sono ormai le 6.39 del mattino di domenica (lo vedete nell'immagine in alto) e Gabriele Bianchi posta un’altra immagine proveniente dalla stessa web serie: ancora 4 faccine a commento, questa volta per “l’isolotto dei famosi”, che ha sempre per protagoniste alcune scimmie che parlano in dialetto romanesco. 
Nulla di male, se non fosse che Gabriele è uno dei 4 arrestati per la morte di Willy per omicidio preterintenzionale e che a quell’ora, alle 6.39, il 21enne è già spirato in un letto d’ospedale.

Sotto al video inevitabilmente si scatena la rabbia di Facebook, con oltre 6.500 commenti. Alcuni superano il limite dell’indignazione: “'sto m****, dopo aver pestato un ragazzino inerme come nulla fosse se ne stava su Facebook a pubblicare cazzate.. vergogna, vergogna! Spero che in carcere vi diano quello che meritate”. “Hai pubblicato questo post quando già quel povero ragazzo era morto… non c'è limite al disgusto che tu, tuo fratello e i tuoi amici possiate fare. Dovresti vergognarti di essere nato”. “La morte sarebbe una liberazione per ‘ste merde. Io spero che abbiano una lunga vita invece, piena di sofferenza e dolore”. E c’è anche di peggio.

Qualcuno punta il dito su eventuali responsabilità: “Erano conosciuti alle forze dell'ordine queste bestie. Dovevano essere fermati prima di aspettare sempre che muore qualcuno fino che la giustizia li fermi. Uno di loro aveva aggredito un vigile che gli imponeva la mascherina e cosa hanno fatto? Nulla”. C’è ancora più rabbia a vedere come nel 2011 Gabriele abbia condiviso un video che lancia un messaggio minaccioso contro i responsabili di un gesto tremendo: “Lui è il pezzo di merda che ha lanciato il cane dal terrazzo. Condividete le foto di questo b****** con la speranza che salti fuori il nome e che lo arrestino”.

Anche con quest'articolo la violenza nei commenti si è ripetuta, tanto che su Facebook ne abbiamo dovuti cancellare alcuni e ricordare la nostra policy: "Sui nostri social ognuno di voi può dire sino in fondo e nella massima libertà ciò che si pensa, osservando però poche piccole regole: niente insulti, minacce, incitazioni all’odio e alla violenza, denigrazioni lesive della dignità e dei diritti altrui; non sono possibili la divulgazione illecita di dati sensibili, la violazione del diritto di autore e la pubblicazione di contenuti osceni, pornografici o pedopornografici".

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