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Morte di Bergamini nel 1989: indagata l'ex per l'omicidio del calciatore | VIDEO

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Denis Bergamini non sarebbe morto perché investito da un camion nel 1989 ma sarebbe stato soffocato prima con una busta di plastica. È l’ipotesi per cui risulta oggi indagata per concorso in omicidio l’ex fidanzata Isabella dopo 32 anni. Noi de Le Iene con Alessandro Politi avevamo ricostruito la morte del giovane calciatore del Cosenza di 27 anni sottolineando i tanti dubbi sull’ipotesi che si fosse buttato volontariamente sotto l’autocarro

Trentadue anni dopo c’è una svolta sulla morte misteriosa di Denis Bergamini, di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Alessandro Politi che vedete qui sopra. C’è una indagata, la sua ex fidanzata Isabella, per concorso in omicidio: il calciatore del Cosenza sarebbe stato soffocato con una busta di plastica e non sarebbe morto perché investito da un camion.

Ieri, lunedì, le è arrivato l’avviso di chiusura indagini. I magistrati hanno prosciolto invece il marito della donna il poliziotto Luciano Conte, accusato di favoreggiamento, e l’autista dell’autocarro Raffaele Pisano, che quel pomeriggio del 18 novembre 1989 percorrendo sulla statale ionica nei pressi di Roseto Capo Spulico avrebbe travolto Denis, disteso sulla carreggiata (si era pensato che Bergamini si fosse suicidato buttandosi sotto il mezzo).

Il ragazzo sarebbe stato soffocato “verosimilmente con una busta di plastica” secondo una perizia sul corpo effettuata 28 anni dopo la sua morte e poi “adagiato sull’asfalto a pancia in su”.  L’inchiesta è stata aperta sei anni fa, entro un mese si attende la decisione del gip sul rinvio a giudizio. La famiglia ha sempre sostenuto che il giovane calciatore di 27 anni è stato ucciso.

COSA È SUCCESSO DAVVERO?
Per questa tesi si era sempre battuto in prima linea Domizio Bergamini, il papà di Denis: è morto un anno fa e non potrà vedere questi nuovi sviluppi dopo oltre 30 anni. Con Alessandro Politi, come vedete qui sopra, abbiamo ricostruito cosa potrebbe essere successo quel 18 novembre 1989. Denis riceve due telefonate che lo inquietano. Quella sera scompare dal cinema dove andava come abitudine prima di una partita. Verrà trovato morto tre ore dopo. Con lui quel giorno c’era dopo tanto tempo Isabella. Secondo l’ex fidanzata, lui le diceva di voler scappare dall’Italia e dal calcio.

Sarebbe poi sceso dall’auto all’improvviso buttandosi sotto un camion. Anche il camionista dà la stessa versione. Il suo orologio però funziona ancora dopo la morte, nelle scarpe di Denis non ci sono segni del fango che ricopriva la strada, il volto è intatto. Tutte circostanze che sembrano incompatibili con l’incidente. I suoi vestiti, chiesti dalla famiglia, vengono bruciati, dicono. Mimmo Lino, ex dirigente del Cosenza, sorprende la famiglia: “Ve li porto io i vestiti e vi racconto tutto”. Non ce la farà, viene ucciso anche lui assieme a un collega da un camion.

Venticinque anni dopo la sorella Donata Bergamini riceve una telefonata: parla l’autista del camion che si trovava dietro a quello che avrebbe colpito Denis. Secondo il suo racconto l’altro camion si era fermato prima, Denis era morto prima? Dall’altro lato della strada, dice, c’erano tre persone, tra cui una donna che urlava disperata. Poi l’uomo ritratterà quanto detto in questa telefonata.

Tra le ipotesi c’è quella di un omicidio legato al Totonero, al calcio scommesse che travolse il calcio negli anni ’80 e quella di un omicidio legato a droga e ’ndrangheta. Familiari ed ex compagni avevano dubbi proprio sull’ex fidanzata Isabella, che sarebbe stata molto morbosa e che voleva a ogni costo tornare con lui. Compaiono anche le figure di due cugini che, se avessero saputo che Denis l’aveva lasciata, l’avrebbero ammazzato per il “disonore”.

Si è arrivati così alla riesumazione del cadavere nel luglio 2017 e poi all’autopsia. Per l’avvocato Fabio Anselmo “c’è la certezza che si è trattato di omicidio”. Chi l’avrebbe ucciso? Alessandro Politi ha provato a chiederlo a Isabella, che non ha risposto.

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