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Coronavirus, in Olanda una sentenza boccia il coprifuoco. Per quanto resterà in vigore in Italia?

Un tribunale olandese ha giudicato illegittimo il coprifuoco imposto dal governo: un giudice di secondo grado ha poi sospeso la decisione in attesa dell’appello, ma è bastato per riaprire una discussione sulla legittimità o meno di questa restrizione. Nel nostro paese un pronunciamento del Tar della Lombardia ha fissato alcuni paletti: ecco cosa accade in Italia e nel resto d’Europa

Un tribunale olandese ha deciso che il coprifuoco imposto dal governo per contenere la pandemia di coronavirus è illegittimo: secondo il giudice la decisione dell’esecutivo violerebbe la libertà di movimento e limiterebbe quella di riunione. Il tribunale ha sostenuto che il coprifuoco è stato imposto da una legge d’emergenza, ma che invece sarebbe dovuto passare per il Parlamento.

In un secondo momento la corte d’Appello ha sospeso l’esecutività della sentenza, in attesa di un pronunciamento di secondo grado. Ma questo è stato sufficiente per far riaprire una discussione sopita da qualche tempo: fino a che punto le misure di restrizione per il contenimento del coronavirus giustificano la privazione delle libertà fondamentali? E quali sono i paesi che hanno scelto questa strada?

In Europa non tutti gli Stati si sono affidati al coprifuoco: in Austria, in Germania e nel Regno Unito, ad esempio, il coprifuoco non è in vigore. C’è però da sottolineare come questi paesi siano - o siano stati fino a pochi giorni fa - in un rigido lockdown per il contenimento della pandemia.

Ci sono altri paesi che invece hanno puntato su restrizioni meno severe di giorno, ma più rigide di notte. E’ il caso dell’Italia, che ha adottato come sappiamo un sistema di zone a seconda della diffusione del contagio, contraddistinte da restrizioni differenti: poche in zona gialla, essenzialmente di lockdown in zona rossa. Ma in tutto il paese, indifferentemente dalle zone, è in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5 e il divieto di spostamento tra regioni.

Quale norma giustifica simili limitazioni della libertà personale? L’articolo 16 della Costituzione prevede che “ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza”. In caso di pandemia, appare evidente come le restrizioni attuali rientrino nella definizione di “motivi di sanità”. Insomma, la nostra Magna Carta prevede espressamente situazioni come questa.

C’è però chi, anche in Italia, ha iniziato a porre paletti. E’ il caso del Tar della Lombardia, che ieri ha chiarito: “La situazione pandemica giustifica l'introduzione di misure restrittive a fronte di un temporaneo e limitato sacrificio degli interessi individuali", ma vi è "la necessità di tenere fermi inderogabili principi, anche di derivazione eurounitaria, nella persuasione che, in uno Stato di diritto, l'emergenza non giustifica di per sé qualsivoglia misura". Un monito lanciato alle istituzioni.

E nel resto d’Europa, è in vigore il coprifuoco? La Francia ha scelto una strada simile a quella italiana, evitando un nuovo lockdown ma imponendo un coprifuoco ancora più restrittivo del nostro: infatti è proibito uscire senza giustificato motivo dalle 18 alle 6 di mattina. La Spagna invece ha un coprifuoco simile al nostro, ma varia a livello regionale anche in virtù dell’ampia autonomia di cui godono alcune Comunità: tendenzialmente l’orario d’inizio è compreso tra le 22 e le 23, mentre la fine è sempre per le ore 6.

Ma non solo i più grandi paesi: in Slovenia il coprifuoco è in vigore dalle 21 alle 6, in Romania dalle 23 alle 6, in Cechia dalle 21 alle 5  e in Lettonia dalle 22 alle 5 ma solamente nei fine settimana. Il caso che più ha fatto discutere è, come detto all’inizio, quello olandese: il governo di Mark Rutte, ora dimissionario, ha imposto il coprifuoco a metà gennaio e questo ha causato violente polemiche e proteste in piazza. Ora la decisione del tribunale ha riaperto la discussione: cosa ne sarà del coprifuoco in Italia e nel resto d’Europa?

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