>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Covid e variante sudafricana, allarme per i vaccini? Risponde Bassetti

Alcuni ricercatori hanno analizzato la variante sudafricana del coronavirus: sarebbe resistente agli anticorpi generati dai pazienti già guariti dopo aver contratto il coronavirus. Subito è nata la paura per l’efficacia dei vaccini “ma è ingiustificata”, dice a Iene.it Matteo Bassetti: “Non ci sono evidenze che la variante sfugga al vaccino, serve ancora studiarla”. Ecco che cosa ci ha detto

La variante sudafricana del virus ha messo in allerta tutto il mondo: alcuni ricercatori hanno analizzato la variante e sostenuto che sarebbe resistente agli anticorpi generati dai pazienti già guariti dopo aver contratto il coronavirus.  Non solo: la notizia ha portato alcuni a temere che non solo le persone che si sono già ammalate possano essere infettate nuovamente, ma anche che i vaccini possano rivelarsi meno efficaci di quanto previsto inizialmente. Una paura che rimbalza sui media, internazionali e italiani.

Ma le cose stanno davvero così, o si sta generando un panico prematuro e senza i necessari riscontri scientifici? Per capirlo noi di Iene.it abbiamo intervistato il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova.

Professor Bassetti, c’è davvero da preoccuparsi per questa variante sudafricana?

“I dati a oggi disponibili dicono che la variante sembra non sfuggire al vaccino, comunque prima di trarre qualsiasi conclusione serve studiarla. Abbiamo avuto un convegno a cui ha partecipato il professor Brink di Cape Town, tra i primi a segnalarla, e ci ha spiegato come sembri essere più contagiosa ma non più aggressiva. Si sta ancora studiando, i lanci in avanti sono prematuri: niente panico”.

E’ fondata la paura su una possibile non efficacia dei vaccini?

No, è infondata, e chi diffonde queste notizie sbaglia: prima di mettere in dubbio l’efficacia del vaccino bisognerebbe avere più informazioni scientifiche. Oggi comunque abbiamo parlato, come detto, con uno degli scopritori di questa variante e l’allarme sui vaccini non è venuto. Serve cautela”.

Quindi è giusto continuare con la campagna vaccinale?

Assolutamente sì, il vaccino rappresenta l’unica speranza di uscire da questo tunnel della pandemia. Se anche ci fossero delle varianti che rispondono di meno al virus, e per adesso non ci sono evidenze in tal senso, tutte le altre sarebbero fermate. E meno circola il coronavirus, meno persone si contagiano e meno possibilità ha il virus di mutare di nuovo. E’ fondamentale che tutti si vaccinino”.

C’è qualcosa che vuole aggiungere?

“Serve investire in ricerca genomica: in Italia si fanno i tamponi e i test antigenici, ma la determinazioni delle varianti viene fatta solo in alcuni laboratori. Non c’è una mappatura precisa della diffusione delle varianti, avviene solo in alcuni centri. Servono più centri attrezzati: visto che stanno circolando queste varianti, visto che siamo in piena campagna vaccinale, visto che abbiamo ancora molti casi, sarebbe opportuno investire per rendere più laboratori capaci di individuare le sequenze genetiche”

Concentriamoci sulle buone notizie: è vero che l’Italia ha buoni dati in questo momento?

“I numeri italiani in questo momento sono buoni, l’epidemia sta rallentando: siamo intorno al 5% dei test positivi. Da qualche giorno le curve stanno prendendo un trend di discesa. Ci sono ovviamente differenze regionali, ma anche in confronto agli altri paesi europei le cose stanno andando bene: i contagi, i ricoveri e i decessi stanno lentamente scendendo”.

Ultime News

Vedi tutte
Loading