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Caso Ciro Grillo, i genitori della presunta vittima: "Condiviso video col corpo di nostra figlia come un trofeo”

I genitori della ragazza che ha denunciato il figlio di Beppe Grillo e tre amici per violenza sessuale scrivono una lettera: “Si continuano a scrivere e a dire falsità sul conto di nostra figlia aggiungendo dolore al dolore”. Noi de Le Iene vi abbiamo appena raccontato in onda le polemiche politiche seguite a un video in cui il fondatore del Movimento 5 stelle difende il figlio. Roberta Rei e Marco Occhipinti hanno chiesto un parere a Rocco Casalino, che si è smarcato dalle sue parole

Falsità su nostra figlia”: rompono il silenzio i genitori della ragazza 19enne che denuncia di esser stata violentata da Ciro Grillo e tre suoi amici. Dopo giorni di polemiche, riaccese anche dal video pubblicato da Beppe Grillo in difesa del figlio, il padre e la madre della ragazza sono intervenuti con una lettera affidata al loro legale, l’ex ministra leghista Giulia Buongiorno.

“Non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia, aggiungendo dolore al dolore: il nostro e il suo”, scrivono i genitori della ragazza, come riportano varie fonti giornalistiche. “D’altro canto, sarebbe fin troppo facile smentirle sulla base di numerosi atti processuali che sconfessano certe arbitrarie ricostruzioni e che, per ovvie ragioni, non possono essere resi pubblici”.

E poi ancora: “Abbiamo appreso, inoltre, che frammenti (frammenti!) di video intimi vengono condivisi tra amici, come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto insieme alle clave”. Infine “confidiamo nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità. Abbiamo dato mandato al nostro legale di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano a questo deplorevole tiro al bersaglio”.

Noi de Le Iene ci siamo occupati del caso politico scoppiato dopo la pubblicazione del video di Beppe Grillo in difesa del figlio, nel servizio di Roberta Rei e Marco Occhipinti che potete vedere qui sopra. Il video del Movimento 5 Stelle ha provocato forti polemiche.

Tra le varie cose dette dal fondatore del Movimento 5 Stelle, alcuni passaggi commentano il comportamento della presunta vittima: “Si vede che c’è la consenzientità si vede che c’è il gruppo che ride che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande, con il pisello così perché sono quattro coglioni non quattro stupratori”. E poi ancora: ”Non è vero niente che c’è stato lo stupro, non c’è stato niente. Perché una persona che viene stuprata la mattina al pomeriggio va in kitesurf e dopo 8 giorni fa la denuncia, vi è sembrato strano”.

Come detto le parole di Grillo hanno causato forti polemiche politiche, con noti esponenti 5 Stelle che hanno preso le distanze dal fondatore. Tra questi anche Giuseppe Conte, leader in pectore del Movimento. Tra i pochi a difenderlo l’ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli, che ha attacco l’avvocatessa della famiglia della presunta vittima: “Vada a parlare con la Bongiorno che è senatrice della Lega che difende che difende i genitori, secondo lei non c’è quantomeno un senso di schifosa inopportunità in tutto questo?”.

C’è chi si è chiesto perché Beppe Grillo abbia pubblicato quel video, e una fonte autorevole all’interno del M5S ci ha confidato il sospetto che il fondatore abbia potuto subire delle pressioni e dei condizionamenti legati alla situazione del figlio. C’è chi pone l’attenzione sui tempi così lunghi delle indagini - circa un anno e nove mesi - e su cosa sarebbe successo nel frattempo nel mondo della politica italiana.

È il caso del famoso giornalista Paolo Mieli, che ospite a Cartabianca su Rai3 dice: “La cosa strana ripeto, è che la cosa arriva un anno e mezzo dopo, durante i quali lui prima è stato decisivo per fare il governo Conte Bis, quell’estate stessa, e poi il Governo Draghi”. E Mieli aggiunge: “Dico che qualcuno l’ha indotto a credere che comportandosi bene la cosa non sarebbe mai arrivata davanti a un giudice”.

Di tutto questo noi siamo andati a parlare con Rocco Casalino, storico portavoce del Movimento 5 stelle, che si è smarcato dalle dichiarazioni di Grillo: “Io non avrei detto quelle cose”, ci ha confidato Casalino. E sul fatto che e donne che denunciano poi durante il processo diventano imputate, cioè questa colpevolizzazione delle vittime, l’ex portavoce ci ha detto: “Allora, credo effettivamente che ci sia una visione maschilista in casi come questo per cui spesso si cerca di dare la colpa alle donne, e questa è una cosa che va superata”.

Potete ascoltare le parole di Rocco Casalino a Roberta Rei nel servizio qui sopra.

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