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Il picco è arrivato ma l'influenza quest'anno non si è fatta vedere. Perché?

Da settimane i numeri dei casi di influenza in Italia erano straordinariamente bassi. Adesso che è arrivato il picco della stagione il dato è confermato: i contagi sono circa 9 volte meno che nel 2020. Merito delle misure di contenimento del coronavirus, che hanno evitato agli ospedali un’ulteriore fonte di preoccupazione nel periodo della pandemia

Un mese fa vi abbiamo raccontato uno strano effetto collaterale delle restrizioni per il coronavirus: l’influenza stagionale sembrava essere quasi completamente scomparsa. Nell’ultima settimana dell’anno nel 2019 si registravano 4,9 casi di contagio ogni mille assistiti dal sistema sanitario, mentre nel 2020 quel numero era crollato a 1,4 casi: meno di un terzo.

Merito delle mascherine, del distanziamento sociale e di tutte quelle misure che rendono più difficile circolare non solo al coronavirus ma anche a tutti gli altri virus. Tra questi ci sono appunto quelli che causano l’influenza stagionale che si trasmettono in modo molto simile al Covid-19. C’era anche, ci aveva fatto sapere l’Oms, una possibile difficoltà dei sistemi di tracciamento nel registrare i casi durante la pandemia.

C’era pure un’avvertenza: si stava entrando nelle settimane “calde” della stagione influenzale, quelle di gennaio e della prima metà di febbraio, in cui solitamente si registrano il maggior numero dei casi. La paura era nota, cioè che la contemporanea circolazione dell’influenza e del coronavirus potesse mettere ulteriormente in difficoltà il sistema sanitario. 

L’incubo si è realizzato in queste settimane? Per fortuna no. I dati raccolti dall’Iss mostrano come anche nel periodo di picco della stagionale influenzale, cioè proprio questa settimana, i dati del contagio sono rimasti bassissimi: l’incidenza nella quarta settimana dell’anno è rimasta di 1,4 malati ogni 1000 assistiti, uguale a quella di un mese fa. L’anno scorso era invece di 12,6 casi: nove volte di più. Una diminuzione che probabilmente (i dati non sono ancora pubblici e definitivi) si rifletterà anche sui ricoveri in terapia intensiva, i reparti più sotto pressione per la pandemia.

Insomma si conferma che l’influenza quest’anno è praticamente sparita, come si può vedere dal grafico qui sotto sviluppato dall’Istituto superiore di sanità.



Un caso solo italiano? No, dati molto simili sono stati pubblicati anche dall’equivalente statunitense dell’Iss, il Cdc: lo scorso inverno le persone ricoverate in ospedale si contavano nell’ordine delle centinaia di migliaia, quest’anno per adesso sono state appena 155. Anche i casi gravi nei bambini sono molto più bassi: lo scorso inverno in 78 avevano perso la vita per l’influenza, quest’anno solamente uno

“In questo momento non c’è una sola zona del paese dove si stia registrando un vero aumento dei casi di influenza”, ha detto alla Cnn Lynette Brammer, direttrice del programma di sorveglianza del Cdc. “L’attività influenzale è particolarmente bassa finora”.

Buone notizie dunque, soprattutto per le paure che circondavano questi mesi delicati “Se la diffusione dell’influenza dovesse aumentare avremmo una tempesta perfetta”, aveva detto Carlo Palermo, segretario nazionale dell'associazione medici ospedalieri Anaao-Assomed. La tempesta adesso sembra lontana.

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