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Iptv, sequestrate due centrali per segnali piratati: danno per 130 milioni di euro | VIDEO

La Guardia di Finanza di Milano, con il coordinamento della procura di Roma, ha sequestrato due centrali Iptv illegali che sarebbero state gestite da un’associazione per delinquere composta da 22 persone. Permettevano di far vedere illegalmente ai clienti i contenuti piratati delle principali piattaforme pay tv. Con Alessandro Di Sarno vi abbiamo raccontato il business illegale del cosiddetto “pezzotto”

Sequestrate due centrali di Iptv (Internet protocol television) illegali che sarebbero state gestite da un’associazione per delinquere composta da 22 persone. Il sequestro arriva a conclusione di una vasta operazione antipirateria e a tutela del diritto d’autore dei militari della Guardia di Finanza di Miano, coordinati dalla procura di Roma.

I centri di trasmissione illegali sequestrati, localizzati in Svizzera e a Messina, consentivano poi ai clienti di vedere illegalmente i contenuti “piratati” delle principali piattaforme pay tv. Il danno stimato per gli operatori del settore sarebbe di almeno 130 milioni di euro.

A seguito dell'operazione la compagnia Paderno Dugnano ha segnalato i circa 900 reseller (rivenditori) individuati. Per loro scatterà una multa da 2.582 fino a oltre 25mila euro. Riceveranno una multa da 1.032 euro anche gli oltre 2.000 clienti-utenti dislocati su tutto il territorio nazionale.

Con Alessandro Di Sarno abbiamo dedicato vari servizi al tema della pirateria e del cosiddetto “pezzotto”. Come vi abbiamo spiegato, infatti, l’Iptv è il sistema informatico che permette di diffondere via internet i canali televisivi ed è il sistema alla base del funzionamento del “pezzotto”. Si tratta di una scatoletta che permette di vedere canali televisivi a pagamento italiani ed esteri pagando pochissimo. Si tratta di un “servizio” totalmente illegale.

Ma come funziona? Come vi abbiamo spiegato nel servizio che potete vedere qui sopra, i pirati, per esempio, si abbonano legalmente a ciascun network disponibile, poi inviano quel segnale a dei server che riescono a moltiplicarlo centinaia e centinaia di volte. Questi flussi arrivano poi dritti dritti nei pezzotti.

La Iena nel 2019 ha anche intervistato un ex amministratore, cioè la persona che gestisce la distribuzione e la vendita di tutti gli abbonamenti pirata. “Ho deciso di parlarvi dopo il mio arresto”, ha detto ad Alessandro Di Sarno. “Ho capito che il mondo di Iptv sta diventando molto pericoloso soprattutto per chi lo usa ed è convinto di stare in una botte di ferro, ma in realtà non è così”. Cosa lo ha spinto a lanciarsi in questo business illegale? “Facevo l’idraulico, avevo già a casa mia il cosiddetto pezzotto e chiesi a chi me lo installò se ci fosse la possibilità di guadagnare”. Quanti abbonamenti gestiva mensilmente? “40mila utenti. Entravano circa 40mila euro al mese”, ci ha detto.

Ci eravamo poi “infiltrati” in uno dei gruppi di venditori all’ingrosso più grandi d’Italia riuscendo ad ottenere un appuntamento con un reseller.

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