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La madre di Cerciello Rega due anni dopo: “Non perdono chi l'ha ucciso” | VIDEO

Parla per la prima volta la madre del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 a Roma (per l’omicidio sono stati condannati all’ergastolo i due ventenni americani Elder Finnegan Lee e Gabriel Christian Natale Hjorth): “Mi confidò che sperava di avere un figlio e che lo avrebbe chiamato come mio marito, Antonio. Tutto distrutto. Quella notte sono morta con lui”

“Mi confidò che sperava di avere un figlio e che lo avrebbe chiamato come mio marito, Antonio. Aveva fatto tanti sacrifici ma era contento. Tutto distrutto. Quella notte sono morta con lui. Non perdono chi l’ha ucciso”.

Due anni dopo l’omicidio, parla per la prima volta in una intervista a Repubblica, Silvia Napolitano, la madre del carabiniere Mario Cerciello Rega ucciso nella notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 a Roma. Noi de Le Iene avevamo conosciuto il vicebrigadiere con Luigi Pelazza, qui sopra potete vedere il ricordo della Iena. Per il suo per accoltellamento mortale l’omicidio sono stati condannati all’ergastolo in primo grado nel maggio scorso i due ventenni americani Elder Finnegan Lee e Gabriel Christian Natale Hjorth.

"Si è sposato il 13 giugno, un mese e mezzo prima di essere ammazzato. Era felice”, racconta la madre. “L'ultima parola che mi ha detto è stata: ‘Ti voglio bene'. Era l'8 luglio, era arrivato tre giorni prima in Campania e mi ha portato al mare. ‘Mamma andiamo io e te', mi ha detto. Mi confidò che sperava di avere un figlio e che lo avrebbe chiamato come mio marito, Antonio. Aveva fatto tanti sacrifici ma era contento. Tutto distrutto. Quel giorno sono morta anch'io. Non gli hanno sferrato undici coltellate, ma dodici. Perché una è stata piantata nel mio cuore".

Mario Cerciello Rega è stato accoltellato la notte tra il 25 e il 26 luglio 2019 mentre era in servizio. Assieme al collega Andrea Varriale erano stati chiamati da Sergio Brugiatelli, che qualche ora prima aveva fatto da intermediario per l'acquisto di droga tra i due giovani turisti americani e uno spacciatore pusher. I ragazzi californiani avevano cercato di comprare di cocaina a Trastevere da Brugiatelli. Si erano ritrovati in mano una pasticca di Tachipirina ed erano scappati portandosi via il suo zaino. Hanno chiamato Brugiatelli per minacciarlo chiedendo droga e soldi per restituirglielo. All'incontro si sono presentati in borghese Cerciello Rega e Varriale. È partita colluttazione e Finnegan Lee Elder ha accoltellato undici volte Cerciello, che morirà poco dopo.

"Mi hanno inviato una lettera. Forse un giorno li perdonerò, adesso non ce la faccio", dice Silvia Napolitano, che ricorda la tragica notte di due anni fa. "Quando ho visto che in autostrada ci scortavano due auto dei carabinieri ho capito. In ospedale ho visto mio figlio su una barella. Perché non sono morta io? Me lo chiedo ogni giorno". Mario era andato all’incontro senza la pistola: "Anche se l'avesse avuta non sarebbe cambiato nulla, Mario non l'avrebbe mai usata contro un ragazzo".

Noi de Le Iene abbiamo potuto conoscere Cerciello Rega nel servizio di Luigi Pelazza del marzo 2019 che potete rivedere qui, sulla “banda dei Rolex”. I carabinieri, tra cui iI vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, che avevamo avvisato, sono intervenuti e hanno arrestato un uomo perché in possesso di un documento falso.

Ho perso un amico, si chiamava Mario, aveva 35 anni ed era sposato da un mese”, dice Luigi Pelazza ricordandolo nel video qui sopra, realizzato dopo l’omicidio. “Mario era di Somma Vesuviana, un napoletano di quelli simpatici, bonaccioni coi quali ti fa piacere passare dei momenti assieme. E dico questo perché l’ho proprio conosciuto a Roma alcuni mesi fa durante un servizio che stavo girando per le Iene, la ‘banda dei Rolex’. E anche in quell’occasione Mario e i suoi colleghi non si sono risparmiati. Mario era uno di quei tantissimi carabinieri che ogni giorno rischiano la vita per rendere un po’ più sicura la nostra”.

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