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Olanda, un nuovo agguato in Europa contro un giornalista investigativo | VIDEO

Peter de Vries è stato colpito da diversi colpi d’arma da fuoco in centro ad Amsterdam: si è occupato nella sua carriera di molti casi criminali, e aveva ricevuto gravi minacce per le quali era stato anche sotto scorta in passato. Il nostro Antonino Monteleone ci ha raccontato la storia di Jan Kuciak e dei troppi giornalisti che ancora oggi vengono uccisi

Il giornalista investigativo olandese Peter de Vries è stato colpito da diversi colpi d’arma da fuoco in centro ad Amsterdam. L’attacco è avvenuto pochi minuti dopo che il giornalista era stato ospite in tv. Secondo le prime testimonianze, de Vries sarebbe stato colpito a distanza ravvicinata da cinque colpi d’arma da fuoco. Ferito anche alla testa, le sue condizioni sono gravi.

De Vries - come riporta il Post -  è un giornalista molto noto in Olanda: si è occupato di diversi casi criminali, tra cui il rapimento di Freddy Heineken nel 1983, l’imprenditore della birra, e per essere spesso ospite di programmi televisivi che riguardano storie di cronaca nera. In passato aveva ricevuto alcune minacce per il lavoro che svolgeva e durante alcuni periodi gli era stata garantita la scorta della polizia.

Tre persone sono state arrestate perché considerate coinvolte nell’attacco: tra loro ci sarebbe anche chi ha materialmente sparato al giornalista. La sindaca di Amsterdam, Femke Halsema, ha detto che de Vries è “un eroe nazionale per tutti noi. Un giornalista raro e coraggioso che cercava la verità instancabilmente”.

Quel che è certo è che ancora oggi sono molti, troppi, i giornalisti vittime di attacchi oppure uccisi per il loro lavoro. Il nostro Antonino Monteleone ci ha raccontato la storia di Jan Kuciak, giovane giornalista investigativo slovacco, ucciso a 27 anni mentre stava indagando su complessi intrecci di potere ai più alti livelli del paese. Gli esecutori dell’omicidio sono stati condannati, mentre si continua a indagare alla ricerca dei mandanti.

Era meraviglioso vedere quello che riusciva a trovare nei registri e nei database”, ci ha detto il direttore di ‘Aktuality’ Peter Bardy. Jan era infatti un esperto di data journalism per la testata di Bratislava, una specialità in cui le inchieste nascono e si sviluppano incrociando un’enorme quantità di numeri, dati e documenti ricavati da database pubblici presenti online.

“Ogni singola parola scritta da lui poteva essere provata in un processo”, ci ha detto il giornalista Arpad Soltesz. Qualità molto preziose, che lo avevano spinto a ficcare il naso negli affari delle persone più potenti del paese. E’ proprio mentre indaga su di loro che Jan Kuciak viene assassinato il 21 febbraio del 2018. A oltre tre anni dal suo omicidio, i killer sono stati assicurati alla giustizia mentre si continua a indagare per trovare i mandanti.

Il nostro Antonino Monteleone, nel servizio che trovate in testa a questo articolo, ricostruisce i troppi agguati recenti ai reporter in Europa, le indagini di Jan Kuciak e quanto accaduto a seguito della sua morte: “I criminali devono sapere che possono uccidere uno di noi, ma non tutti noi”. 

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