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Sputnik V, il vaccino dalla Russia: si trova al supermercato e l'ha fatto l'ambasciatore italiano

Le consegne in ritardo da parte di Pfizer e i dubbi sollevati sul vaccino di AstraZeneca stanno spingendo le autorità europee a prendere in considerazione il prodotto sviluppato dalla Russia: si trova anche al supermercato, lo ha già ricevuto l’ambasciatore italiano e l’Ungheria lo ha approvato. Ecco quello che sappiamo finora sullo Sputnik V

Prima l’ironia internazionale, poi il silenzio, adesso le trattative: sarà il vaccino russo Sputnik V a correre in soccorso dell’Unione europea nella campagna di immunizzazione contro il coronavirus? Come sappiamo i ritardi di Pfizer e l’approvazione ancora in sospeso di AstraZeneca hanno messo in ghiacciaia la strategia europea per i vaccini, e adesso l’Ema sta intensificando i contatti con Mosca per valutare l’approvazione e l’acquisto del prodotto russo.

Ma andiamo con ordine: l’11 agosto, mentre il virus era in letargo e in Europa si viveva una vita quasi normale, Vladimir Putin ha annunciato il via libera al vaccino sviluppato dalla Russia. Un annuncio bollato come propaganda, soprattutto a causa della mancanza di una conferma scientifica indipendente, e accolto con ironia per l’inoculazione alla figlia di Putin, “bersagliato” dai social con un’infinità di meme.

A cavallo tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, con il via libera ai vaccini di Pfizer e Moderna e l’attesa per quello di AstraZeneca, lo Sputnik V è sparito dai radar. L’inizio della campagna vaccinale ha quasi fatto dimenticare il prodotto russo. Poi però la Pfizer ha iniziato a tagliare le forniture, il vaccino di AstraZeneca non è ancora arrivato all’approvazione ed è accompagnato da dubbi sull’efficacia per gli over 55 (smentiti però dall’azienda), e così la campagna vaccinale europea e italiana hanno subito un brusco rallentamento.

Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri ha annunciato che la campagna vaccinale per gli over 80 inizierà con 4 settimane di ritardo, per tutti gli altri tra le 6 e le 8 settimane di ritardo. Ritardi simili a quelli che si trovano a dover gestire quasi tutti i paesi dell’Unione. E così le autorità sanitarie europee hanno preso contatto con quelle russe per valutare i dati dello Sputnik V e considerare così l’eventuale acquisto del prodotto.

Cosa sappiamo finora del vaccino russo? Dal punto di vista scientifico poco, perché non è stato fatto un controllo indipendente sulla sua reale efficacia. Per questo l’Agenzia europea del farmaco vuole prima avere tutte le informazioni possibili per valutarne l’acquisto del vaccino. Poco si sa anche su quanti siano già stati vaccinati, anche se le stime indicano intorno al milione di persone che hanno ricevuto la prima dose.

Lo Sputnik V, esattamente come il vaccino di Pfizer, richiede due somministrazioni a 21 giorni di distanza e secondo quanto annunciato dalle autorità russe ha un’efficacia superiore al 90%. Il vaccino sembra anche semplice da conservare, visto che a Mosca è possibile registrarsi e avere la somministrazione in farmacia e perfino in alcuni grandi supermercati.

In questi giorni l’attenzione per lo Sputnik V è salita anche nel nostro paese, dopo che l’ambasciatore italiano Pasquale Terracciano ha deciso di farsi inoculare il prodotto russo. La stessa scelta è stata fatta da Melita Vujnovic, la rappresentate di Mosca all’Organizzazione mondiale della sanità. Anche la vicepresidente ed ex presidente dell’Argentina Cristina Kirchner ha ricevuto ieri lo Sputnik V.

Adesso l’Ema, come abbiamo detto, sta valutando l’approvazione del vaccino russo per permettere eventualmente all’Ue di acquistarlo. Ma c’è già chi si è mosso in questa direzione: l’Ungheria pochi giorni fa ha autonomamente approvato lo Sputnik V, con un duro atto d’accusa all’Unione europea. “Se da Bruxelles le dosi arrivano a questa velocità, siamo costretti a ricorrere a fonti alternative”, ha dichiarato il portavoce del primo ministro Gergely Gulyas. Sarà il vaccino russo a salvare la campagna d'immunizzazione in Europa?

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