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Hackerato il profilo Whatsapp del capo del Copasir: i rischi per la nostra sicurezza online | VIDEO

Il profilo Whatsapp di Raffaele Volpi, presidente del Copasir, il comitato parlamentare che si occupa dei servizi segreti, è stato hackerato: dal suo numero sono stati inviati messaggi che chiedevano numeri di carte di credito. “Non ho la più pallida idea di come sia potuto accadere”, ha commentato il senatore. Noi de Le Iene da tempo ci occupiamo della sicurezza online, da ultimo con il servizio di Niccolò De Devitiis sulla protezione dei profili social

Il profilo Whatsapp di Raffaele Volpi, presidente del Copasir, è stato hackerato. Non è ancora chiaro quale sia il tipo di intrusione informatica subita dal senatore, ma ciò che è certo è che il telefono del capo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che si occupa dei servizi segreti, è stato compromesso.

Secondo quanto riportato dai media dal numero di Volpi nei giorni scorsi sono stati inviati messaggi che chiedevano numeri di carte di credito: "Ho comprato da internet ma la mia carta di credito è scaduta, posso usare la tua e ti faccio un bonifico?”. Il presidente del Copasir ha denunciato subito l'hackeraggio alla polizia postale. 

Da quanto si apprende, il telefono compromesso sarebbe il suo personale e non uno di servizio. "Non ho la più pallida idea di come sia potuto accadere”, ha commentato il senatore. “Sono andato su Internet e ho visto che è una cosa che sta succedendo a molte persone negli ultimi giorni, e quindi ho capito di essere stato 'hackerato', come si dice. Sono un uomo del secolo scorso, non ho molta confidenza con gli strumenti tecnologici”.

La sicurezza dei nostri dispositivi e dei nostri social è un tema scottante in questi mesi, non solo per quelli delle cariche istituzionali della Repubblica. Nell’ultima puntata de Le Iene il nostro Nicolò De Devitiis ci ha parlato di cosa possiamo fare per proteggere i nostri profili social online, compresi quelli WhatsApp.

Sono infatti un miliardo gli account rubati nel mondo. Tra loro c'è anche Marco Carta che ha rischiato di non rivedere più il suo Instagram, così come tanti altri che usano i social per lavoro. Potete rivedere il servizio di Nicolò De Devitiis qui sopra.

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