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Tiziano e Matteo Renzi si aspettavano, dicono, la visita di Filippo Roma. Ma anche i dubbi su abusivismo e lavoro nero che abbiamo presentato? Niente paragoni con il papà Di Maio, chiedono. Ma le società di Tiziano che ha combinato?

“Vi aspettavo, dicevo: com’è possibile che non vengano anche da me?”. Tiziano Renzi, papà dell’ex presidente del Consiglio, Matteo sembra prendere bene all’inizio la visita de Le Iene con Filippo Roma. Il riferimento è all’inchiesta su lavoro e abusivismo nella ditta di famiglia di Di Maio (clicca qui per l’ultima tappa e tutti i servizi che abbiamo dedicato al caso, aspettando ancora oggi le sue ultime verifiche e documenti).

Proprio di lavoro nero e abusivismo vogliamo parlare anche con Tiziano Renzi, indagato più di una volta ma mai rinviato finora a giudizio. Anche Matteo Renzi si aspettava la visita. “Stavo in pensiero”, scherza.

Tiziano Renzi ha chiesto su Facebook di non voler essere accostato al papà di Di Maio, Antonio perché diceva di non aver avuto problemi di lavoro nero e abusivismo. Forse perché ha fatto di peggio?

Abbiamo parlato con i giornalisti che hanno già indagato su Tiziano Renzi a proposito di una serie di condanne dai Tribunali del lavoro per contributi non pagati e lavoro in nero.

Filippo Roma parla con uno strillone di colore nigeriano. “La società di Renzi mi deve 90 mila euro, non mi hanno risposto per un anno, sono salito per protesta su una gru”, dice e poi intona una canzone dedicata proprio al caso. Un altro, nigeriano, senza permesso di soggiorno e impiegato al nero, ha fatto causa e ha vinto ma la società di Tiziano Renzi non gli ha pagato, dice, i 15mila euro di risarcimento. Altra storia per Andrea Santoni, oggi chef a Londra che dichiara di aver lavorato senza contratto. Per questa storia degli strilloni pagati “cash”, Tiziano Renzi ha annunciato querela perché sostiene che non si trattasse di lavoro nero.

Tiziano Renzi risponde punto su punto. Prima condanna per contributi non pagati all’Inps? “Non mi risulta”, poi corregge un po’ il tiro. E le sentenze di condanna per gli strilloni nigeriani? “Della gestione non rispondevo io, ero solo il proprietario”. Ma dalla carte emergerebbe che è stato di quella società anche amministratore e liquidatore. “Vengano da me, io ho sempre onorato i miei impegni”, dice Tiziano Renzi.

Ci sarebbe poi anche una storia di abusivismo per sei strutture. “Abbiamo fatto ricorso e c’hanno dato ragione”, dice. Al sindaco di Rignano (Firenze) Daniele Lorenzini risulta invece che quelle strutture erano abusive e che sono state rimosse. Ci sarebbe anche una tensostruttura autorizzata nel 2017 per tre mesi e ancora lì, quindi abusiva sostiene il sindaco.

Matteo Renzi che ne dice delle condanne ricevute non da Tiziano Renzi ma dalle sue società? “Se mio padre è colpevole deve pagare, mio padre però non ha confessato colpe come il padre di Di Maio, ha querelato, e non si ritiene colpevole. Le sentenze comunque vanno tutte rispettate: chi deve pagare, pagherà”.

Promette anche lui di mostrare i documenti come Di Maio. Niente similitudini però, insiste anche lui: “È un paragone del cazzo”.

E le strutture abusive? “Vanno abbattute”. E due giorni dopo l’intervista ai Renzi la tensostruttura sparisce. Sabato era lì in mezzo al piazzale della società e oggi invece è scomparsa nel nulla.

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