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Quasi tre anni dopo la sentenza italiana che li condanna per la strage del 2007, due manager tedeschi sono ancora a piede libero in Germania. Alessandro Politi ha incontrato un giudice tedesco, che ridendo annuncia la possibilità che il caso venga archiviato

Undici anni fa nel rogo della Thyssenkrupp sono morti 7 operai italiani. Sono passati quasi 3 anni dalla sentenza definitiva che condanna quattro dirigenti italiani e due manager tedeschi per omicidio colposo, ma questi ultimi sono ancora a piede libero in Germania.

I dirigenti italiani condannati in via definitiva si sono consegnati subito alle autorità per scontare la loro pena. I manager tedeschi, nonostante le condanne invece sono ancora a piede libero.

Noi, con Alessandro Politi, li avevamo incontrati in Germania, sorprendendo Espenhahn e Priegnitz mentre facevano jogging con una semplice domanda: “Quando sconterà la sua pena?”. Da loro non abbiamo avuto nessuno risposta né segni di pentimento.

Solo la giustizia tedesca può fare in modo che la sentenza del tribunale italiano diventi effettiva per i manager tedeschi.

Per questo abbiamo incontrato Johannes Hidding, giudice del tribunale di Essen, informato del caso, che ci rivela una notizia sconcertante: “Una mozione presentata dalla difesa dei due condannati ha richiesto l’archiviazione per dei difetti nelle indagini italiane”. Tra massimo un mese si saprà se questa mozione verrà accolta, in questo caso i due manager tedeschi eviterebbero per sempre la prigione.

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