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Una nuova perizia tecnica sulla tragica morte di Diego, il ragazzo investito dal treno in provincia di Como, spinge la famiglia a chiedere nuovamente di fare chiarezza

I familiari del ragazzo investito dal treno a Inverigo, in provincia di Como, chiedono alle istituzioni di verificare come sono andate le cose.

Andrea Agresti ci aveva parlato della tragica morte di Diego, un ragazzone di un metro e novanta amante della corsa ma anche del nuoto, dello snowboard, della musica. E’ morto a 20 anni, investito da un treno, mentre la famiglia, poche centinaia di metri più in là, lo aspettava per il pranzo domenicale.

Le indagini sulla tragedia portano presto all’archiviazione del caso. Diego ha attraversato le sbarre chiuse ed è stato investito. Ma molte cose non tornano. Soprattutto per quanto riguarda le sbarre: molte persone dicono che non sempre funzionavano.

La famiglia vuole che sia fatta chiarezza una volta per tutte. Anche perché da una nuova perizia tecnica che incrocia i dati del treno con quelli delle sbarre risulta che il treno si sia fermato 300 metri prima del passaggio a livello. Quindi i dati sarebbero totalmente incongruenti con la realtà dei fatti. E così due giorni fa gli avvocati della famiglia di Diego hanno presentato un’istanza al tribunale di Como per fare chiarezza su cos’è successo quando il ragazzo è stato investito. E la mamma ci ha detto: “Ci devono dare delle risposte è quello che aspettiamo da oltre 5 anni”.

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