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Bramini, sfratto previsto per l'1 giugno. Ma viene anticipato per il ponte

Non c'è pace per l'imprenditore di Monza Sergio Bramini, che dovrà lasciare casa in anticipo per carenza delle forze dell'ordine

Lo sfratto di Sergio Bramini dalla sua casa è stato anticipato a venerdì 18 maggio. Non c’è pace per l’imprenditore di Monza, fallito perché lo Stato non gli ha mai pagato 4 milioni di euro. Della sua storia ci stiamo occupando da tempo, grazie all’interesse della Iena Alessandro De Giuseppe.

L’imprenditore per far fronte alle spese è costretto a indebitarsi, fino a dichiarare il fallimento, pur vantando il credito nei confronti dello Stato. Vede così svendere tutti i suoi beni dal curatore fallimentare. Ora, per aver avuto fiducia nello Stato, rischia di perdere anche la sua casa come epilogo di tutta la vicenda.

Lo sfratto della villa di via Sant’Albino era in programma per il 16 aprile, una giornata piena di colpi di scena come vi abbiamo documentato, ma per evitare problemi di ordine pubblico è stato posticipato al 1 giugno. Ora un nuovo fulmine a ciel sereno getta nello sconforto la famiglia Bramini e i tanti che da mesi seguono la sua vicenda.

“Quella data è il giorno precedente alla celebrazione della Festa della Repubblica, difficilmente la Polizia di Stato potrà garantire adeguata assistenza alle operazioni di liberazione, considerato l’impegno di forze da garantirsi per i servizi d’ordine e sicurezza” si legge nell’ordinanza del Tribunale di Monza. Oltre al danno la beffa. Lo sfratto viene anticipato infatti perché le forze dell’ordine in quella giornata saranno impegnate nelle celebrazioni per il 2 giugno, e le istituzioni prevedono un gran numero di persone all’esterno della villa. Come già successo lo scorso 16 aprile, quando oltre 200 manifestanti hanno portato la loro solidarietà all’imprenditore monzese e alla sua famiglia. Che ora però si vedono anticipato di 15 giorni lo sfratto esecutivo.

Dalla prima ordinanza di sfratto del 26 febbraio sono passati oltre due mesi. “Si tratta inoltre di un differimento eccessivo rispetto alle prassi, soprattutto, a fronte di un lungo rinvio delle operazioni di sloggio di cui hanno già fruito i soggetti occupanti l’immobile” si sottolinea nell’atto firmato dal giudice dell’esecuzione, Simone Romito. Tradotto significa che la famiglia Bramini ha già avuto tutto il tempo per organizzarsi in quanto lo sfratto è stato più volte posticipato negli ultimi due mesi.

Noi continueremo a seguire la vicenda dell’imprenditore Bramini e delle tante persone che si sono attivate in suo aiuto, come ad esempio il senatore Gianmarco Corbetta (M5S) che ha eletto la casa di Monza a suo domicilio parlamentare, a cui la Costituzione riconosce un diritto di inviolabilità. Nel tentativo quindi di evitare lo sfratto dell’imprenditore e della sua famiglia.

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