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Maxi bufala sull'Aquarius. Ecco come si creano (e ci si guadagna)

Gian Marco Saolini si è finto un marinaio dell’Aquarius: “I migranti stavano bene e si divertivano”. “Dico solo quello che la gente vuole credere”, spiega. Noi de Le Iene vi spieghiamo come si costruisce una fake news e come ci si guadagna

“Mi chiamo Giovanni Titori e sono stato fino a ieri parte dell’equipaggio dell’Aquarius”, così inizia il video di Gian Marco Saolini. Che continua: “Sulla nave Aquarius non è assolutamente vero che ci sono condizioni disagiate. La gente è felice, addirittura c’è la musica”. Già una notizia del genere varrebbe i 4 milioni di visualizzazioni che il video ha raggiunto dopo soli due giorni dalla pubblicazione. Ma, come se non bastasse, c’è il colpo da maestro: “Sono informazioni che non vi dirà nessuno, né lo Stato né i media”. Ecco tutti gli ingredienti per una bufala da migliaia, milioni di condivisioni. Perché è tutto falso.

C’è l’elemento di attualità: la nave Aquarius è stata al centro dell’attenzione mediatica negli ultimi giorni dopo il “no” del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, allo sbarco dei migranti nei porti italiani (la nave è poi stata accolta dalla Spagna, a Valencia). C’è il fattore sorpresa: i migranti non stavano mica male su quella nave, anzi, avevano a disposizione “videogames, giochi d’azzardo, giochi da tavola: sono tutti ben vestiti, ben nutriti”. E, infine, c’è il classico “nessuno vi dirà mai la verità, ascoltate me”, che, basandosi sulla sfiducia nei confronti di media e politica, assicura un’ondata di clic.

Fake news perfetta, purtroppo. Si tratta di una bufala sapientemente costruita dal troll di professione Saolini che, intervistato da La Stampa, spiega: “Io dico soltanto alla gente quello che la gente vuole credere. Basterebbe approfondire un minuto, ma la gente non lo fa: è troppo presa dalla notizia e non vede l’ora di condividerla con parenti, amici e colleghi”. Lui la chiama “nuova satira”, ma quella di creare fake news e diffonderle online per molti è una vera e propria “professione”, come ha spiegato Matteo Viviani in un servizio del 25 febbraio 2018

Sfoglia nella gallery le foto del servizio.

Come si fa e quanto rende una fake news: le foto

 
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Con l’aiuto di Mattia, 23enne con alle spalle una carriera da creatore di bufale, il nostro Matteo Viviani aveva creato e lanciato una fake news sul proprio conto, per capire come nascono e si diffondono le bufale. “Viviani ruba da un albergo di lusso”: alcuni, indignati, ci avevano creduto! Ma come si guadagna con le fake news? “Sul sito dove pubblichi la notizia falsa ci sono le pubblicità. I clic o le visualizzazioni portano soldi. Più clic fai, più guadagni”, aveva spiegato Mattia. “Per esempio, una bufala letta da 500 mila persone può portare 1000, 1500 euro in un paio di giorni”.

Guarda qui sotto il servizio di Matteo Viviani sulle bufale online

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