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Bullismo a Lucca, dopo il video con gli insulti al prof la bocciatura non è per tutti

Metà bocciati e metà rimandati a settembre è il momento delle pagelle per i bulli di Lucca, dopo il caso nazionale del video con insulti e minacce al loro prof. Noi de Le Iene abbiamo intervistato uno di loro

“Chi compie quegli atti va sospeso e deve essere sanzionato fino a non essere ammesso agli scrutini finali”. Diceva l’allora ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli in aprile sul caso ai bulli della scuola di Lucca che avevano umiliato il proprio professore davanti a tutta la classe (che rideva) e poi avevano diffuso il video su internet. Ora che l’anno scolastico è terminato, siamo alla resa dei conti per i sei studenti accusati di bullismo.

Secondo voi come se la stanno passando? Metà sono stati rimandati a settembre, mentre per gli altri tre è arrivata la bocciatura. La fotografia della classe dei bulli che esce dagli scrutini non è delle migliori. Su 26 studenti: 8 sono stati promossi, 10 bocciati e i restanti avranno tutta l’estate per studiare in vista degli esami di riparazione di settembre. Tra questi ci sono anche tre bulli che avrebbero reagito positivamente alla sospensione da scuola avvenuta ad aprile, quando il video con gli insulti al professore è diventato virale.

Anche l’insegnante è finito nel mirino di colleghi e non solo. “Il professore è stato inefficace”, sosteneva il preside dell’Itc Carrara di Lucca, Cesare Lazzari. “Purtroppo il video l’ho avuto solo successivamente alla sua pubblicazione. Chi ha fatto questo filmato doveva venire da me dicendo di aver sbagliato. Il danno è stato enorme per una scuola prestigiosa che non si merita questo pubblico ludibrio”. Noi de Le Iene siamo riusciti a intervistare con Andrea Agresti uno dei sei “bulli”.

Sfoglia la gallery qui sotto per le foto del servizio 

Lucca, bullismo al prof: parla lo studente. Le foto del servizio

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Ho fatto una cazzata, una cazzata grossa. Mi sento una persona un po’ di merda perché ho fatto delle cose che se ci penso ora non le farei”, ha detto il ragazzo alla nostro Iena. “Ora la gente mi riconosce per strada, è come se neanche avessi ucciso una persona! Ogni 2 minuti c’avevo qualcuno che mi minacciava, anche adulti”. “Mi son sentito una nullità a rivedermi”, ha detto. “Non l’ho fatto per fare il bullo. È una cosa che succedeva quotidianamente: banchini che volano, urla, di tutto. E tutti i compagni mi incitavano”.

All’indomani della nostra intervista, in procura si sono seduti al tavolo forze dell’ordine, dirigente scolastico e insegnanti per avviare un progetto condiviso per prevenire fenomeni di bullismo e violenza di genere nelle classi di Lucca.

Oltre ai provvedimenti disciplinari interni alla scuola, prosegue l’inchiesta della Procura dei minori di Firenze nei confronti dei sei ragazzi che dovranno rispondere di violenza privata e minacce.

Guarda qui sotto il servizio completo di Andrea Agresti con l’intervista al bullo.

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