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Abusi sessuali sui minori al Forteto, torna libero "il profeta" Fiesoli

È stato scarcerato Rodolfo Fiesoli, il “profeta” del Forteto, comunità agricola in Toscana travolta dagli scandali per abusi e molestie sessuali sui minori. Le Iene hanno seguito il caso con tre servizi di Pablo Trincia

Scarcerato Rodolfo Fiesoli, il "profeta" del Forteto, comunità agricola in Toscana, di cui noi de Le Iene ci siamo occupati con tre servizi di Pablo Trincia. Il 22 dicembre scorso Fiesoli era stato portato nel carcere di Sollicciano (Firenze) dopo che la Cassazione lo aveva condannato a 15 anni per violenza sessuale e maltrattamenti avvenuti nella comunità. Tenendo conto di un periodo di arresto nel 2011, Fiesoli doveva scontare un residuo di pena di 14 anni. Ma, dopo soli 7 mesi, il fondatore del Forteto è di nuovo in libertà. Il 5 luglio scorso, infatti, la Cassazione ha accolto il ricorso dei suoi legali.

“La sentenza non è definitiva”, ha spiegato l’avvocato Lorenzo Zilletti. “La vicenda processuale di Fiesoli non è ancora conclusa perché dovrà celebrarsi un giudizio di rinvio. In questo contesto la Cassazione ha stabilito che Fiesoli va considerato ancora un imputato e non un condannato con sentenza definitiva”.

Pablo Trincia ha indagato sulla vicenda del Forteto la prima volta nell’aprile 2013 con il servizio "La comunità degli abusi". La comunità agricola nasce negli anni ’70 come esperimento di vita in comune dall’idea di Rodolfo Fiesoli. Il Forteto diventa ben presto una realtà economica e sociale molto importante in Toscana.

Il Tribunale dei minori di Firenze affida negli anni alle coppie che vivono all’interno della comunità molti bambini con grossi problemi familiari. Ma già nel 1985 Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi, suo braccio destro nella comunità, vengono condannati a due anni il primo e a 10 mesi il secondo per atti di libidine violenti e maltrattamenti nei confronti di adolescenti disabili. Il Tribunale dei Minori continuerà però per 30 anni a affidare bambini alla comunità.

Il Forteto era un simbolo della sinistra in Toscana, come ha spiegato uno dei fondatori intervistato dalla nostra Iena nel servizio del 5 maggio 2013. “Rodolfo Fiesoli è riuscito a far passare tutto come se fosse una persecuzione da parte del giudice, che era di destra. Così nel Mugello il pregiudizio ha iniziato a fare il suo lavoro”.

Fino a che, nel dicembre 2011, scoppia lo scandalo più grande, con nuove accuse di violenza sessuale. Vengono rinviati a giudizio non solo Rodolfo Fiesoli, ma anche il suo braccio destro Luigi Goffredi e altre 20 persone tra i vertici del Forteto. Il 22 dicembre 2017 Rodolfo Fiesoli viene arrestato e portato in carcere, mentre per Goffredi i reati sono andati in prescrizione.

“A 13 anni sono arrivato al Forteto perché mio padre era stato accusato di abusi sessuali”, racconta Paolo, uno dei ragazzi della comunità, alla nostra Iena nel servizio del 28 aprile 2013. “Rodolfo Fiesoli mi diceva: ‘Vieni in camera mia, si discute’. Mi diede un bacio a stampo”. Ma "il profeta", racconta Paolo, non si limita a questo. “Dopo il bacio comincia a toccare. Mi prendeva la mano, se la metteva sui pantaloni e faceva su e giù. Mi toccava i pantaloni e mi ha messo un dito nel sedere”.

“Sono arrivato al Forteto a 14 anni e sono stato abusato dal Fiesoli. Erano rapporti completi”, ha raccontato alla nostra Iena un altro dei ragazzi cresciuti nella comunità.

Quello che è avvenuto lì dentro è un reato seriale”, ci ha detto Maria Luisa Chincarini, membro della Commissione d’Inchiesta sul Forteto stabilita dalla Regione Toscana per indagare sulle violenze nella comunità. “Dietro la meravigliosa realtà della cooperativa agricola con frutteti, oliveti e il caseificio, c’era una specie di setta. Tutti dovevano sottostare alle regole del profeta, il Fiesoli”.  

Anche il sistema degli affidamenti all’interno della comunità sarebbe stato gestito da lui. Infatti, i bambini tolti alle famiglie d’origine venivano sì affidati a una coppia, ma sarebbero poi stati “ridistribuiti” su indicazione del Fiesoli ad altri all’interno del Forteto. “Noi avevamo in affidamento 4 fratelli. Ma ne seguivo solo uno e non con mio marito”, racconta una delle madri affidatarie.

“A questi bambini veniva fatto il lavaggio del cervello”, ha raccontato Luisa Chincarini della Commissione d’Inchiesta. “Si diceva loro che la famiglia d’origine li violentava”. I bambini sarebbero stati spinti a denunciare violenze da parte delle famiglie d’origine, come ci ha raccontato un ragazzo nel servizio del 28 maggio 2014. “I miei genitori affidatari e il Fiesoli mi hanno fatto denunciare violenze sessuali da parte di mio padre. Dovevo dire che mi faceva filmini pornografici e che mia mamma lo sapeva. Ma non era vero”.

Rodolfo Fiesoli, dopo la scarcerazione, si trova in una località segreta. “Sapere che dopo poco più di sei mesi dal suo arresto sia già stato scarcerato fa male. Fa male a me, ma non oso immaginare cosa stiano provando in questo momento le vittime dell’orco”, ha commentato Stefano Mugnai (FI), presidente della prima commissione regionale d’inchiesta sul Forteto.

Guarda qui sotto tutti i servizi di Pablo Trincia sulla vicenda del Forteto.


 

Caso "Forteto", le tappe della nostra inchiesta

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