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News | di NINA |

Massacrato e ridotto in coma irreversibile davanti ai figli: chiesto il processo per i tre aggressori

Due anni dopo il pestaggio arriva la richiesta di rinvio a giudizio per la terribile storia che vi avevamo raccontato per primi a dicembre

 

Due anni dopo la giustizia inizia a muoversi, con la richiesta di rinvio a giudizio per i tre uomini che avrebbero massacrato Iasen (il nome è di fantasia), riducendolo in stato vegetativo. Ora si aspetta l’udienza preliminare e poi il processo. I tempi sono stati lunghi ma almeno una piccola luce sembra vedersi, in aula, per lui, la moglie e i quattro figli, provenienti dell’Est Europa come gli aggressori.

Il 3 dicembre 2017 vi avevamo raccontato per primi la sua storia (in basso vi riproponiamo il servizio). Iasen, 40 anni, nella primavera 2016 sarebbe stato pestato a sangue davanti agli occhi dei figli, che assistevano terrorizzati alla scena dal balcone, dai vicini di casa, tre fratelli, per una banale lite di condominio. Lo avrebbero fatto, come recita la richiesta di rinvio a giudizio “con bastoni, mazze e spranghe di ferro” provocando “ferite al cranio con fratture e un arresto cardiaco” che lo hanno lasciato “in condizioni gravissime e irreversibili”. L’accusa è di “tentato omicidio” in presenza dei figli minorenni. Prima di essere ridotto come vedete in questa foto, Iasen era un ex militare di un metro e novanta per 100 chili.

 

 

Il pestaggio sarebbe avvenuto dopo molte liti per il frastuono che arrivava alla famiglia di Iasen dal piano di sotto, dove abitano i tre fratelli. L’uomo era sceso per chiedere di fermare il troppo rumore che veniva da una festa in cortile: dopo un diverbio si è passati a un vero e proprio massacro fuori e dentro al garage degli aggressori. Questo è quello che ci hanno raccontato i figli, minorenni, che hanno assistito al tutto e che non sono mai stati sentiti dagli inquirenti. La difesa chiederà anche la loro testimonianza, che noi abbiamo già raccolto nel nostro servizio.

Iasen intanto è sempre in ospedale, senza speranze. I suoi presunti aggressori restano a piede libero, con il comprensibile terrore per moglie e quattro figli quando li incrociano, come è già successo.

“Per prima cosa ringrazio, a nome della famiglia, tutte le numerose persone che hanno manifestato la loro solidarietà”, ci ha detto l’avvocato Mattia Alfano che difende la famiglia. “Venendo alla vicenda processuale invece posso dire che finalmente abbiamo un rinvio a giudizio: questo vuol dire che a breve avremo anche un’udienza che, mi auguro, possa esserci prima dell’estate”.

Come promesso, continueremo a tenervi aggiornati, come avevamo fatto quando era arrivato un avvocato a difenderli e l’avviso di conclusione indagini o quando vi avevamo raccontato delle minacce che Iasen aveva subito in ospedale.

Nina Palmieri concludeva così il suo servizio: “Speriamo che chi sta seguendo le indagini possa dare un po’ di giustizia e di tranquillità a questa famiglia”. Lo speriamo tutti.

Qui sotto potete vedere il servizio del 3 dicembre 2017 che racconta tutta la storia (alcune immagini e situazioni sono particolarmente cruente e drammatiche e possono ferire la sensibilità).

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