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News | di Matteo Gamba |

Stalking: “12.000 messaggi di insulti e minacce, 17 denunce inutili, poi sono arrivate Le Iene” | VIDEO

Minacce e insulti sul cellulare, continui, anche alle figlie e alla mamma, 17 denunce che sembravano inutili. Questa donna viveva nel terrore del suo ex. Dopo i servizi de Le Iene, la magistratura si è mossa e ora, a conclusione delle indagini, Ljuba Lombardi ci manda questo grazie: ecco tutta la storia

Per Ljuba, dopo i servizi de Le Iene, è arrivata finalmente un po’ di pace, dopo il lungo incubo in cui lei, le figlie e la mamma hanno vissuto per il suo ex, stalker. Siamo alla fine ufficiale delle indagini ed entro 20 giorni si aspetta la richiesta di rinvio a giudizio per il suo persecutore, che l’ha picchiata e poi perseguita con oltre 12.000 messaggi sul cellulare, chiamate continue, minacce insulti, pedinamenti e appostamenti sotto casa.  

A questo si è arrivati grazie anche ai servizi de Le Iene, che hanno “smosso le acque” delle indagini dopo che le sue 17 denunce non avevano prodotto risultati concreti. Per questo Ljuba ci ha mandato il messaggio video che vedete qui sopra, di cui la ringraziamo e che fa un gran piacere ricevere anche per una battaglia, come dice pure lei, che è “per tutte le donne” e che noi combattiamo sempre in prima linea.

Vivo in un incubo. E non solo io: è lo stesso per le mie due figlie e per mia madre. Vi prego, liberatemi dal mio stalker”. Ljuba Lombardi ci ha contattato a febbraio chiedendo aiuto. In un anno, racconta, ha ricevuto almeno 12 mila messaggi di minacce e insulti dal suo ex.

Non solo, il suo persecutore, diceva, le ha anche hackerato il cellulare: “Vedo comparire sul display, come mittente, nomi comuni sulla sua rubrica, tipo ‘Mamma’: io rispondo ma in realtà dall'altro capo della linea c'è lui, che sempre più spesso, si piazza pure sotto casa mia”. L'incubo ha coinvolto anche la madre e le figlie di 13 anni e di 3.

Ljuba, 37 anni, fiorentina, non si è mai trovata in una storia di stalking e non sa che fare. Con il padre della bambina più grande, che l'ha aiutata anche contro il suo persecutore, è in ottimi rapporti.

Verso la fine del 2014 conosce Vincenzo su Facebook, iniziando a chattare, parlano della comune passione per le arti marziali: “Nel 2015 è iniziata la nostra relazione: lui non è di Firenze, ci vedevamo nei weekend”. Ma le cose peggiorano presto.

“Non sopportavo la sua gelosia morbosa. Anche uscire per fare la spesa, secondo lui, era un’occasione per abbordare o essere abbordata”. Ljuba intanto sta affrontando le ultime operazioni di ricostruzione di una gamba dopo un grave incidente (dal 2001 ne ha fatte 34). Vincenzo la convince con insistenza a un nuovo intervento.

“Dovevo stare dieci giorni a letto e muovermi al massimo con le stampelle. Andai un po' da lui, era l'aprile del 2016. Una sera, durante una lite furibonda nata sempre dalla gelosia, mi ha dato tre pugni in faccia. Ero sanguinante, col volto tumefatto, in stampelle: non mi ha nemmeno riaccompagnato a Firenze. L’ha fatto suo fratello. Per me era finita”.

Non per Vincenzo che vorrebbe continuare a ogni costo la relazione. “Da quel momento è iniziata la sua persecuzione. Dal febbraio 2017 perde ogni freno. I messaggi arrivano ad almeno 30 al giorno. Appena può viene sotto casa, gridando insulti volgarissimi e minacce, non solo contro di me ma anche contro mia figlia e mia madre”, racconta Ljuba.

“Quando è morta mia nonna si è accanito, 'augurandomi' la stessa fine, presto. Riempie dei suoi messaggi anche il cellulare della mia figlia maggiore e chiama a ogni ora del giorno e della notte. Una volta si è appostato fuori dalla scuola materna della piccola, per cui ha un affetto morboso”.

Ljuba si rivolge più volte ai carabinieri e presenta 17 denunce, allegando anche come prova 4 cd con gli ultimi 2.700 messaggi ricevuti. Le forze dell'ordine non riescono però a prenderlo “in flagranza di reato”. Di fatto fino a quel momento non è cambia nulla né è stato preso alcun provvedimento.

Qui sotto potete vedere solo una piccola selezione di alcuni dei messaggi ricevuti da Ljuba dall'11 al 21 agosto 2017 e dal 28 gennaio al 26 febbraio 2018.

I messaggi che Ljuba riceve dal suo ex compagno

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​Ljuba chiedeva di liberarla dall’incubo telefonico e quel divieto di avvicinamento per il suo ex previsto dalla legge contro lo stalking: “Ogni giorno è terribile. Ho paura per le mie figlie, per mia madre, per me. È un uomo ossessivo, che minaccia, che fa body building e ha pure una collezione di armi in casa. Mi ha già avvertito: ‘L'unico modo per farmi smettere è la morte'. Vi prego, aiutatemi”.

Noi l’abbiamo fatto mandato in onda e in versione integrale sul sito il servizio “Liberatemi dal mio persecutore”, che vi riproponiamo qui sotto e in cui denunciavamo la situazione. Ljuba ha voluto leggere di persona alcuni degli insulti che riceveva per dare l’idea del terrore in cui era costretta a vivere.



Abbiamo anche risolto l’"enigma" delle chiamate con un falso mittente, grazie alla consulenza di Umberto Rapetto, generale in congedo della Guardia di Finanza che aveva fondato il Gat, Gruppo anticrimine tecnologico, e abbiamo messo quanto appreso a disposizione degli inquirenti e della difesa.

Pochi giorni dopo questo servizio la magistratura ha iniziato a muoversi davvero: la polizia sequestra materiale informatico e telefonico allo stalker: di fatto l’incubo di Ljuba finisce perché lui non ha più modo di contattarla.

In aprile, in contemporanea con il divieto di avvicinamento e di contatto per Vincenzo appena deciso, siamo tornati a parlare del caso con questo servizio di Nina Palmieri, che ha raccontato tutta la storia, fino a una nuova violenza, ha incontrato Ljuba ed è riuscita a incontrare direttamente anche il suo stalker.
 


Le indagini sono continuate, per stalking e percosse e si sono appena concluse Ora si attende la richiesta di rinvio a giudizio.

“Siamo ovviamente soddisfatti per la conferma tecnica ad una vicenda che ha fortemente colpito Ljuba", ci ha detto il suo avvocato, Mattia Alfano. "Ci auguriamo che si possa arrivare a breve a un processo per una vicenda che ha colpito una giovane mamma”.

Noi, come sempre, vi terremo aggiornati.

Guarda qui in basso i servizi e gli articoli che abbiamo dedicato al caso di Ljuba.


 

Stalking: Ljuba e quelle 12.000 minacce

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