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Alvin è tornato in Italia! Ecco come lo abbiamo salvato dall'Isis | VIDEO

Rapito dalla madre nel 2014 e portato in Siria, dove lei si è unita al sedicente Stato islamico, Alvin ha vissuto lontano dalla sua casa in Italia per cinque anni. Abbiamo seguito la sua storia con Luigi Pelazza fin dall’inizio, ritrovandolo poi in un campo di prigionieri dell’Isis: ecco la sua liberazione e il suo ritorno

Eccolo il piccolo Alvin, finalmente al sicuro tra le mura della sua casa insieme alla sua famiglia! Dopo cinque anni passati tra i miliziani dell’Isis il bambino è tornato tra le braccia di suo papà Afrim e di suo nonno, arrivato appositamente dall’Albania. Noi de Le Iene abbiamo seguito fin dall’inizio la terribile storia di Alvin.

La sua vicenda inizia nel 2014, quando la madre si radicalizza e decide di andare in Siria per unirsi alle schiere del sedicente Stato islamico. La donna porta con sé il piccolo Alvin, che si trova così all’improvviso catapultato dalla realtà italiana a quella dell’Isis. Da quel giorno il papà Afrim non lo aveva più visto. “Cosa ti ha fatto tua mamma!”, diceva disperato a Luigi Pelazza. La donna è morta durante un bombardamento e Alvin è rimasto da solo, ancora zoppicante per quell’esplosione.

Un mese fa, grazie a una lettera scritta dallo stesso Alvin e all’aiuto delle autorità curde che controllano il campo di prigionia di Al Hol, siamo riusciti a far incontrare il piccolo con suo papà Afrim. La riunione tra i due è stata commovente, ma con un problema: Alvin non è potuto uscire dal campo insieme al padre. “Solo la presenza di un delegato del governo albanese può far uscire da qui il bambino”, hanno detto le guardie. E quindi il piccolo è dovuto rimanere ad Al Hol.

Non potevamo però lasciare Alvin abbandonato a se stesso in quel luogo infernale. E quindi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per salvarlo dal campo di prigionia. Grazie all’interessamento del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al lavoro dei diplomatici della Farnesina e delle autorità albanesi è stato possibile realizzare questo sogno.

Abbiamo seguito il salvataggio di Alvin in ogni suo passaggio, come potete vedere nel servizio qui sopra. Siamo stati a Beirut, in Libano, dove il piccolo è stato portato dalla Croce rossa internazionale dal campo di Al Hol via Damasco. Lì ha potuto finalmente mangiare un panino e le patatine, come tutti i bambini della sua età.

A Beirut finalmente è arrivato all’ambasciata italiana, dove ha incontrato l’ambasciatore Massimo Marotti e ha formalizzato il suo rientro in Italia. Finalmente Alvin è felice, tranquillo e circondato da persone che si prendono cura di lui. Infine arriva il momento di partire in aereo alla volta di Roma.

Lì lo aspettano il padre insieme alle sorelle: quando scende dall’aereo un picchetto d’onore è sulla pista ad aspettarlo. Dopo cinque lunghissimi anni Alvin può tornare ad abbracciare le sorelle e il suo amato papà. Forza piccolo Alvin, l’incubo è finito e adesso hai tutta la vita davanti per recuperare quello che hai perduto in Siria.

Noi gli facciamo un ultimo regalo: un cappellino de Le Iene. Ti auguriamo tutto il meglio piccolo, buona fortuna!

Ecco tutti gli articoli e i servizi principali che abbiamo dedicato ad Alvin.

 

Ecco come abbiamo salvato Alvin dall'Isis

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