>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Caccia alle balene: 100 uccise e poi gettate in mare, perché? | FOTO

Caccia alle balene: la mattanza nel Nord Europa

 
1 di 18

Nuova grindadráp nell’arcipelago delle isole Faroe nell’Oceano Atlantico, come documenta Sea Shepherd Italia, che da anni si batte contro questa caccia. Anche noi de Le Iene ce ne siamo occupati scoprendo che è la più crudele (altro che Giappone)

Cento balene uccise ad Hvalvik nell’arcipelago delle isole Faroe, tra l'Islanda e la Norvegia. E poi rigettate in mare, come potete vedere nelle foto qui sopra. Così si è conclusa l’undicesima “grindagrap” di quest’anno, la mattanza dei giganti del mare che da queste parti nell’oceano Atlantico è una tradizione

Il nuovo orrore è stato documento da Sea Shepherd Italia, l’organizzazione che da anni si batte contro la caccia alla balena e che abbiamo conosciuto nel servizio di Mauro Casciari che vi riproponiamo in fondo all’articolo.

A inizio mese la decima battuta di caccia ha ucciso una trentina di esemplari, molte erano femmine incinte. Dopo pochi giorni altre 100 balene sono state uccise a colpi di coltello, per onorare un’antica tradizione, tramandata di padre in figlio. 

Dopo la mattanza le carcasse sanguinolente sono state caricate sui camion con destinazione una località a sud est del villaggio di Leynar. Questo angolo si chiama “il carnaio”, un nome che dice tutto. Qui le decine di balene trucidate sono state gettate nell’oceano: anche questa volta i volontari di Sea Shepherd Italia hanno documentato tutto. 

Ai primi di luglio pure il Giappone ha ripreso la caccia alle balene non a scopi scientifici ma commerciali. Anche qui riprende una pratica interrotta 31 anni fa, quando Tokyo aderì alla moratoria internazionale, che vieta la caccia alle balene per questo fine. I giapponesi avevano continuato la caccia alle balene usando appunto l’escamotage della “ricerca scientifica”, per cui la Convenzione prevede una deroga. 

Fino a che nel 2014 il Giappone è stato portato davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja, che ha confermato l’assenza di fini scientifici in molte operazioni e quindi la violazione della Convenzione. È per questo che, alla fine dell’anno scorso, Tokyo ha deciso di lasciare la Iwc (International whaling commission). La decisione è stata formalizzata il 30 giugno: dopo nemmeno un giorno la caccia alle balene è ricominciata.

Guarda qui sotto il servizio di Mauro Casciari sulla caccia alle balene.

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.