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Chernobyl: dalla serie tv ai selfie sul luogo del disastro | VIDEO

Influencer e turisti invadono la “zona di reclusione” dopo il successo della serie tv sul disastro di Chernobyl. Continuano ad aumentare a dismisura i selfie e gli scatti, sicuramente irrispettosi, di turisti a caccia di like che si taggano sul luogo del disastro

La serie televisiva “Chernobyl”, che approfondisce il dramma storico del più grande incidente nucleare della storia del 1986, sta avendo un enorme successo, tanto da spingere sempre più persone a visitare le zone del disastro.

Insolito però è il motivo delle visite: sempre più fan della serie scelgono infatti il luogo del disastro nucleare per scattarsi selfie. Sorrisi a trentasei denti abbracciati ai piedi del reattore 4, video con gli amici e le finte maschere antigas in mano e a volte addirittura pose provocanti davanti alle macerie. Trentatré anni e migliaia di morti dopo, sono questi i motivi che spingono i turisti di tutto il mondo a visitare Chernobyl, diventata ormai un’attrazione.

Una moda che anche lo stesso creatore della serie TV, Craig Mazin, sta cercando di fermare: “Comportatevi con rispetto per tutti coloro che hanno sofferto e che si sono sacrificati”, dichiara l’autore sulla sua pagina Twitter.

A testimoniare il continuo flusso di persone in visita non sono solo i selfie sparsi per il web, ma anche i dati raccolti dall’agenzia di viaggi SoloEst Tours, che conferma che l’affluenza turistica nella zona è aumentata del 30/40 per cento dall’uscita della serie a maggio. 

Noi insieme a Luigi pelazzain un servizio del 2011, ci eravamo recati sui luoghi della tragedia per testimoniare l’alta contaminazione e la radioattività ancora presente nell’aria e nei terreni vicini alla centrale. I risultati mostrati erano ancora spaventosi, con valori di radioattività superiori addirittura di 2150 volte rispetto al limite consentito. Spaventoso anche capire che la minaccia non riguardava solamente l’Europa dell’est, ma anche paesi come l’Italia e la Francia, che importano prodotti alimentari da quelle zone.

Ma le conseguenze peggiori erano visibili anche e soprattutto nelle malattie che colpiscono in particolar modo i bambini. Nei più piccoli, infatti, i casi di tumore sono aumentati di ben sei volte. 

 

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