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La Chiesa “cancella” il kalashnikov tatuato di Daniele | VIDEO

Un manifesto pubblicitario di Daniele Di Bella, con il suo kalashnikov tatuato sulla fronte, affisso sulla facciata di una chiesa napoletana, ha provocato l’ira del parroco. Così l’azienda di abbigliamento ha cancellato il tatuaggio incriminato 

La Chiesa interviene e il kalashnikov tatuato sulla fronte di Daniele Di Bella, come per miracolo, sparisce. È una vicenda a tratti surreale quella che è accaduta a Napoli, sulla facciata della chiesa di Portosalvo, da tempo in ristrutturazione.

Succede che un’azienda di abbigliamento maschile, la Evolver, decide di utilizzare uno spazio pubblicitario che copre la facciata della Chiesa. Peccato però che il testimonial di quella pubblicità sia Daniele Di Bella, il 27enne milanese salito agli onori delle cronache grazie a Le Iene per i suoi quasi 100 tatuaggi, alcuni dei quali gli coprono per intero il viso (guarda qui sopra la prima intervista a Daniele). E proprio uno di quei tatuaggi in fronte, il famoso kalashnikov, è diventato oggetto dello scontro. Il parroco della chiesa di Portosalvo, don Francesco Rivieccio, non ha infatti gradito l’immagine di Daniele sulla facciata della sua chiesa e ha chiesto all’azienda d'intervenire. Il risultato? Daniele è ancora su quell’enorme manifesto, ma i grafici di Evolver gli hanno levato dal volto l’ingombrante tatuaggio avvalendosi di Photoshop.

Quello stesso manifesto pubblicitario, tatuaggio compreso, è affisso in decine di postazioni tra Milano e Napoli, ma lì quelli della Evolver non hanno avuto la “sfortuna” di incontrare l’agguerrito parroco.

“Abbiamo commesso un errore ma non giudichiamo sbagliata l’immagine”, hanno fatto sapere dall'azienda. E lo stesso Daniele Di Bella è dovuto intervenire, spiegando che si tratta solo di un tatuaggio, e di non voler incitare alla violenza.

Un principio che aveva dichiarato anche a noi de Le Iene, a cui si era rivolto per cercare un lavoro che non lo giudicasse per il suo aspetto: “Ho solo dei tatuaggi in faccia ma sono un bravo ragazzo. Sì, magari ho voluto dare un po’ l’immagine del cattivo, ma non lo sono e chi mi conosce lo sa. Posso sembrare addirittura un ex galeotto ma sono incensurato”.

“Quando ho fatto i tatuaggi non ci ho pensato”, ci aveva spiegato. “Lavoravo nel laboratorio di una pasticceria e non avevo troppi problemi. Per quanto riguarda la possibilità di trovare lavoro ho fatto una cazzata”.

E che forse proprio quel kalashnikov sia uno degli ostacoli principali alla ricerca di un lavoro vero lo deve aver capito anche lui, se ha iniziato un ciclo di sedute per la sua rimozione. “Sono alla seconda seduta: mi danno appuntamenti ogni due mesi, di questo passo si toglierà tra un anno! A dire il vero poi fino a ora non si è cancellato per nulla, anzi è ancora più scuro: non capisco”.

Dopo che Daniele aveva spiegato di non riuscire a trovare lavoro proprio per quei tatuaggi sul suo viso, noi de Le Iene abbiamo provato a metterlo alla prova con un lavoro manuale: spalare letame in un allevamento di maiali.

CLICCA QUI PER VEDERE DANIELE DI BELLA NELL'ALLEVAMENTO DI MAIALI

E il vero lavoro che farebbe per lui, almeno così ci dice lo stesso Daniele, ci sarebbe già: “Voglio andare al Grande Fratello!”. Forse adesso però gli basterà fare il testimonial per le aziende, sempre che non si metta ancora di mezzo la Chiesa…

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