>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

HIV, cacciate 13 persone dalla spiaggia di Bari. "In Italia 130mila sieropositivi condannati allo stigma"

Gli ospiti della casa-alloggia “Raggio di Sole” si sono visti rifiutare l’accesso in spiaggia da uno stabilimento balneare in provincia di Bari. Nonostante i progressi medici, lo stigma rimane

L’Aids non si attacca facendo un bagno in mare. Sembra scontato dirlo? Purtroppo, nonostante sia il 2019, non lo è. 13 dei 20 residenti della casa-alloggio “Raggio di Sole” di Bitonto (Bari) affetti da HIV sono stati cacciati da uno stabilimento balneare in provincia di Bari. A raccontarlo è lo stesso direttore della Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano, di cui fa parte la casa-alloggio, Giovanni Vacca: “Abbiamo contattato un lido che già negli anni scorsi, per un solo giorno, ci aveva accettato. Volevamo portare lì i nostri ospiti tre volte alla settimana”. Ospiti, specifica la psicologa della struttura, Fiorella Falcone, “con carica virale azzerata, non possono trasmettere l’HIV”.

Dopo una prima bozza di accordo, però, arriva l’alt da parte dello stabilimento. “Il loro legale ci ha fatto sapere che non volevano malati di Aids perché lì ci sono bambini”, dice il direttore. “Continuava a dirci ‘non dovrei dirvelo, ma è così’”. Una risposta che non solo ha chiaramente ferito i residenti della struttura, ma ha fatto rimanere male anche i responsabili, che non si erano mai trovati di fronte a un rifiuto.

Nonostante gli enormi passi avanti che la medicina ha fatto nel trattare le persone affette da HIV da quando si è scoperto il virus, come ci ha spiegato in un articolo pubblicato su Iene.it l’infettivologo del San Raffaele di Milano, Massimo Cernuschi, lo stigma che queste persone si portano dietro è rimasto. “Le persone affette da HIV sono da considerare come tutte le altre, non devono più essere viste come una sorta di ‘pericolo pubblico’”, ci ha detto Cernuschi. “Il vero problema è che il messaggio che una persona con HIV sia come tutte le altre non è ancora passato. La discriminazione c’è ancora oggi: dietro l’HIV è rimasta quest’ombra morale per cui chi ha questo virus ha fatto qualcosa di sporco”. Insomma, il retaggio del passato per cui l’HIV era la malattia di tossicodipendenti e omosessuali, e per questo da condannare moralmente, fatica a svanire. “Lo sento quando parlo con le persone. Chi ha l’HIV cerca di non farlo sapere, al massimo lo dice a qualche amico, ma spesso non viene detto a lavoro o ai genitori. Il 95% dei casi di HIV sono non dichiarati, ovvero tendono a nasconderlo”.

Eppure gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità, relativi al 2017, parlano chiaro. Nel 2017 i casi più numerosi sono attribuibili a trasmissione eterosessuale (il 46%), seguiti dai casi relativi a maschi che fanno sesso con maschi (38%). Mentre le persone che usano sostanze rappresentano il 3% di tutte le segnalazioni.

Lo stigma che accompagna, nonostante i progressi scientifici, le persone con HIV porta con sé un altro problema: la paura di fare il test. “Per far fare il test alle persone bisogna combattere lo stigma”, spiega Cernuschi. “La gente ha paura di venire emarginata”. Il test, ci ha spiegato l’infettivologo, è uno strumento fondamentale per combattere la diffusione del virus. Anche in questo senso i dati dell’Iss sono chiari: nel 2017 sono stati segnalati 690 casi di Aids, peri a un’incidenza di 1,1 nuovi casi per 100mila residenti. Oltre il 70% dei casi di Aids segnalati nel 2017 era costituito da persone che non sapevano di essere sieropositive.

Anche per questo Cernuschi ha insistito sull’importanza di far accedere al test anche i minorenni senza bisogno del consenso dei genitori, tema di cui ci siamo occupati nel servizio di Nadia Toffa che potete vedere qui sotto. Al mondo sono 37 milioni le persone che vivono con HIV. In Italia si stima che ci siano circa 130mila sieropositivi. 

“I nostri ospiti hanno un’età media di 45 anni”, spiega il direttore di “Raggio di Sole”. “Hanno capito e non l’hanno presa bene. Per fortuna abbiamo trovato un’alternativa”. Gli ospiti potranno quindi passare tranquillamente dei giorni al mare, cosa che dovrebbe essere più che scontata. 

Guarda qui sotto il servizio di Nadia Toffa "Aids, test Hiv ai minorenni solo con genitori: cambiamo la legge?".

 

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.