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Caso Nicosia e Antimafia: Giuseppina Occhionero parla ma chiede il segreto | VIDEO

Con Ismaele La Vardera vi abbiamo raccontato il caso dell’assistente parlamentare della deputata di Italia Viva Occhionero, Antonello Nicosia, che avrebbe usato il suo ruolo per fare da postino ai mafiosi all’ergastolo. La deputata, ascoltata in Commissione Antimafia, chiede adesso che la sua udienza non venga resa pubblica

La deputata Giuseppina Occhionero, ascoltata in commissione Antimafia sul ruolo del suo ex assistente parlamentare Antonello Nicosia, ha chiesto di secretare il suo intervento.

"Se sono qui è perché da parte mia c'è la massima disponibilità a collaborare con voi. Essendoci però delle indagini preliminari in corso, credo che capiate la mia esigenza di voler secretare l'intera audizione affinché possa parlare liberamente di tutto ciò che so e rispondere alle vostre domande". Questa la richiesta della deputata, di cui ci ha parlato Ismaele La Vardera nel servizio che potete rivedere qui sopra.

Antonello Nicosia, ex assistente parlamentare della deputata di Italia Viva Giuseppina Occhionero, avrebbe utilizzato il ruolo per entrare in carcere e fare da “postino” ai mafiosi all’ergastolo, favorendo alcuni boss vicini al capo di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro.

Nicosia, che si è scoperto essere stato anche condannato in via definitiva a 10 anni per traffico di stupefacenti, invece di aiutare il boss Accursio Dimino nel reinserimento nel mondo del lavoro, avrebbe progettato con lui estorsioni, danneggiamenti e l’omicidio di un imprenditore di Sciacca. 

Si è poi scoperto anche un altro dettaglio inquietante del rapporto di lavoro tra Antonello Nicosia e la deputata Occhionero: l’uomo avrebbe percepito uno “stipendio” ufficiale di appena 50 euro al mese, a fronte di una quota di 3mila euro stanziata proprio per pagare i portaborse. Uno scandalo nello scandalo, che rilancia il dibattito sullo sfruttamento di questi collaboratori da parte dei nostri parlamentari (di cui abbiamo parlato anche nel servizio di Filippo Roma, che trovate cliccando qui).

Solo qualche giorno fa abbiamo pubblicato in questo articolo i dati sconfortanti raccolti dal giornalista di Repubblica Sergio Rizzo: nel 2018 al Senato risultavano attivi appena 44 contratti co.co.co, 43 consulenze con partita iva e 11 “prestazioni occasionali”, a fronte di un numero di senatori pari a 315. Gli altri assistenti parlamentari, dunque, sono tutti completamente in nero?

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