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Pizzo e tangenti dietro ai negozi del centro commerciale? | VIDEO

Un negoziante ci racconta una storia fatta di mazzette e tangenti per poter aprire un negozio in un centro commerciale di Roma. A gestire questo sistema sarebbe Francesco Zoccoli che oltre agli affitti chiederebbe cifre in più e in nero. Roberta Rei si è messa sulle sue tracce

Mazzette e ricatti dietro i negozi di un centro commerciale di Roma? È la storia che ci racconta Roberta Rei.

Qui pagherebbero tutti”, ci dice uno dei 230 negozianti. Ha iniziato nel 2012 con il primo contratto di 5 anni, a cui potrebbe fare seguito un altro di stessa durata. “Si paga un affitto col pagamento trimestrale anticipato. Poi in realtà viene chiesta una somma di denaro extra che può arrivare fino a 50mila euro in nero. Una sorte di pizzo, di estorsione”.

Un sistema che girerebbe attorno ai negozianti: “Ho pagato 45mila euro”, sostiene il testimone che preferisce rimanere anonimo. “Adesso quando dovrò rinnovarlo ci saranno degli incontri per chiedermi 60mila euro”. Secondo lui questo pizzo in giacca e cravatta sarebbe solo per le piccole attività. “Con i grandi marchi si garantiscono il lavoro, con noi piccoli mangiano in maniera diversa”.

Una situazione che riguarderebbe anche altri negozianti. C’è anche chi è arrivato a dare 100mila euro, gli hanno pignorato la casa perché non è riuscito a pagare le cambiali: “Sono dei bastardi. Se potessi, li manderei tutti in galera”.

Anche il nostro testimone non riesce più a pagare. Chiede un incontro con il suo aguzzino, lo mandiamo con le nostre telecamere nascoste. Si presenta Francesco Zoccoli, il dirigente della società esterna che gestisce gli affitti dei negozi per conto del centro commerciale che in questa vicenda sarebbe estranea. “Noi sconti non ne facciamo, sono per forza 50, è una cifra umana”, dice riferendosi ai 50mila euro extra.

Lui a questo ricatto non ci sta più. Così lo accompagniamo alla Guardia di Finanza a denunciare. Passano pochi giorni, lui cede e paga il ricatto per paura di perdere la sua attività. “Alle 11 di sera è venuto a casa mia a contare i soldi”, dice. Uno strano modo di fare affari.

Roberta Rei si mette sulle tracce di questo direttore. “Io non devo fare chiarezza a voi. Ho tanti clienti e a seconda dei clienti ci sono dei modi di lavorare”, dice. Purtroppo però al nostro amico che ha avuto il coraggio di denunciare è cambiato qualcosa: “Ora tutti i commercianti ce l’hanno con me, è una sensazione bruttissima”.

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