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Si ferma l'industria del porno: Nacho Vidal ha l'Hiv? | VIDEO

Nel 2017 con un servizio di Pablo Trincia vi abbiamo raccontato l’industria del porno negli Stati Uniti, incontrando altri due attori che hanno scoperto di essere sieropositivi

Nell’industria pornografica è scoppiato il panico dopo la notizia che il pornoattore spagnolo Nacho Vidal avrebbe contratto l’Hiv. Il rischio di aver già contagiato altri colleghi sarebbe alto, per questo in Europa sono state bloccate le produzioni per un mese e attori e attrici che hanno girato scene con lui dovranno sottoporsi al test. Contattato dal giornale spagnolo Nacional, l’attore non ha confermato la notizia, dicendo di non voler dire nulla, mentre la madre ha smentito: “Non è affatto vero e un'informazione di questo genere lo danneggia come attore".

Non è la prima volta che l’industria del porno si ferma per un contagio da Hiv. Con Pablo Trincia, in un reportage in cui vi abbiamo raccontato a 360 gradi il mondo del porno negli Stato Uniti, abbiamo incontrato Derrick Burts, attore porno che, nell’anticipazione qui sopra, racconta come ha scoperto di aver contratto l’Hiv. “La direttrice della clinica mi ha chiamato e mi ha detto che doveva parlarmi immediatamente e di andare subito da lei alla clinica. Sono stati i 30 minuti più lunghi della mia vita perché non mi aveva voluto dire niente al telefono. Quando sono arrivato mi ha detto: ‘Il tuo test è risultato positivo all’Hiv’. La prima cosa che ho pensato è stata: ‘Sono morto, morirò’”.

Come nel caso di Nacho Vidal, la notizia è rimbalzata su tutti i giornali. “Sono finito su tutti i giornali perché a causa di questo si era fermata tutta l’industria del porno”. Berrick ci racconta di sapere dove ha contratto il virus. “L’ho preso in Florida durante le riprese di un film porno”.

Una nostra fonte interna alla Corte costituzionale ci ha riferito che il presidente della Repubblica avrebbe telefonato al presidente della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi il 24 settembre sul suicidio assistito. Abbiamo cercato fin dalla mattina di avere la versione del Quirinale, che ha smentito solo nel tardo pomeriggio. E solo una volta uscito l’articolo. Mentre la nostra fonte conferma tutto  

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