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Riace, decaduto il sindaco che voleva seppellire il modello di integrazione | VIDEO

Il Tribunale di Locri ha dichiarato decaduto il sindaco leghista di Riace Antonio Trifoli. L’ordinanza non è immediatamente esecutiva. Trifoli aveva già fatto parlare di sé per la rimozione dei cartelli che definivano Riace "paese dell’accoglienza”

Decaduto il sindaco di Riace Antonio Trifoli. Lo ha stabilito il Tribunale di Locri, che ha accolto i ricorsi presentati da Maria Spanò, ex candidata sindaco della lista “Il cielo sopra Riace” e da un gruppo di cittadini. Eletto nelle file della Lega alle amministrative dello scorso 27 maggio, Trifoli era subentrato a Mimmo Lucano, decaduto dopo il suo arresto nell'ottobre dello scorso anno per i presunti illeciti nella gestione dei migranti. Peccato che Antonio Trifoli sarebbe ineleggibile.

L’attuale primo cittadino, infatti, in quanto dipendente a tempo determinato del Comune, non aveva diritto ad accedere all’aspettativa non retribuita per motivi politici. Non solo: come vigile urbano del comune di Riace, non poteva candidarsi a primo cittadino dello stesso Comune.

La sua amministrazione si è fin da subito contrapposta nettamente al “modello Riace” di Lucano. A partire dalla decisione di far rimuovere dal Comune i cartelli che lo definiscono ”paese dell’accoglienza”, cosa per cui Trifoli aveva già fatto molto parlare di sé. Al loro posto sono comparsi dei pannelli marroni che hanno ribattezzato il borgo "paese dei santi medici e martiri Cosma e Damiano".  

Ma dopo che Trifoli è stato dichiarato decaduto dal Tribunale, le cose potrebbero cambiare nuovamente. L’ordinanza non è immediatamente esecutiva. La sua attuazione è infatti sospesa fino a eventuali prossimi gradi di giudizio.

Noi de Le Iene vi abbiamo raccontato con Nina Palmieri, nel servizio che potete rivedere sopra, il modello di solidarietà che è diventato famoso in tutto il mondo costruito dal suo predecessore Mimmo Lucano.

Nel paese della Locride di duemila abitanti, da cui molti giovani fuggivano verso il Nord e che restava abitato soprattutto da anziani, Lucano puntava su “un centro di accoglienza diffuso nel paese”, ripopolando le case abbandonate e cercando di dare accoglienza e integrazione vera ai migranti di ogni etnia e provenienza. 

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