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Stefano Cucchi, condannati a 12 anni i due carabinieri che lo hanno pestato | VIDEO

Sono stati condannati a 12 anni di carcere due militari imputati per omicidio preterintenzionale. Noi de Le Iene abbiamo seguito fin dall'inizio la terribile vicenda della morte di Stefano Cucchi. Le prime parole commosse della sorella Ilaria: "Forse ora potrà riposare in pace"

I due carabinieri Di Bernardo e D'Alessandro sono stati condannati a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale nel processo per la morte di Stefano Cucchi. L'imputato-teste Francesco Tedesco è stato condannato a due anni e sei mesi per falso ed è stato assolto dall'accusa di omicidio preterintenzionale. Lo hanno stabilito i giudici della prima Corte d'assise di Roma: la sentenza, dopo dieci anni di battaglie legali, attribuisce finalmente le responsabilità per la terribile morte di Stefano. 

"Stefano è stato ucciso, questo lo sapevamo e lo ripetiamo da 10 anni. Forse ora potrà risposare in pace". Così Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ha commentato in aula la lettura della sentenza. "Un po' di sollievo dopo 10 anni di dolore e di processi non veri", ha detto Rita Calore, madre di Stefano Cucchi dopo la sentenza di condanna dei due carabinieri abbracciando il marito.

Subito dopo la lettura della sentenza un carabiniere, visibilmente commosso,  ha fatto il baciamano alla sorella Ilaria. "L'ho fatto perché finalmente dopo tutti questi anni è stata fatta giustizia", ha detto il militare accompagnando i genitori di Stefano Cucchi, anche loro commossi, fuori dall'aula di Rebibbia.

Intanto per quanto riguarda il processo in Corte d'Assise di Appello di Roma per cinque medici dell'ospedale Sandro Pertini coinvolti nella vicenda la sentenza ha visto una assoluzione e 4 prescrizioni. Assolta il medico Stefania Corbi.

Noi de Le Iene abbiamo seguito fin dall’inizio la tragica vicenda della morte del ragazzo. Stefano Cucchi è stato fermato dai carabinieri il 15 ottobre 2009 perché aveva con sé delle dosi di droga. È morto il 22 ottobre in ospedale mentre si trovava in custodia cautelare. Per avere giustizia ci sono voluti più di dieci anni.

Dopo che il primo processo si è chiuso con un nulla di fatto, si è aperto il nuovo procedimento con imputati tre carabinieri per omicidio preterintenzionale. Uno di questi, Francesco Tedesco, ha apertamente accusato gli altri due del violento pestaggio ai danni di Stefano, segnando una svolta decisiva nel caso. Subito dopo l’ammissione di Tedesco, Ilaria Cucchi ha detto a Gaetano Pecoraro: “La promessa che feci a Stefano davanti al suo corpo in obitorio l’ho mantenuta: sono sicura che per lui verrà fatta giustizia”.

Durante il dibattimento il pm Giovanni Musarò ha raccontato l’inferno vissuto da Stefano Cucchi. “Ha perso sei chili in sei giorni, non riusciva nemmeno a mangiare per il dolore”, ha detto durante la requisitoria. “Ha subìto un pestaggio violentissimo, degno di teppisti da stadio contro una persona fragile e sottopeso”. E dopo la sua morte sarebbe arrivato il depistaggio: "È stato celebrato un processo kafkiano per l'individuazione dei responsabili, non possiamo fare finta che non sia successo niente, di non sapere e di non capire che quel processo kafkiano è stato frutto di un depistaggio". Oggi, finalmente, almeno quella terribile pagina è stata chiusa.

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