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Campo rom a Castel Romano, Zingarettti alla Raggi: “Sgombero subito o subentriamo noi”. La sindaca ora rischia? | VIDEO

Colpo di scena nel caso del campo rom che ha creato una discarica abusiva dentro una riserva naturale a Castel Romano: in un documento inviato dopo il servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti la Regione Lazio chiede alla sindaca di risolvere la situazione entro oggi. Se non accadrà, la Regione interverrà autonomamente in coordinamento con la Prefettura. E viene presentato un esposto: perché Virginia Raggi e in violazione di quali norme non è intervenuta fino ad oggi, costringendo la Regione a diffidarla? 

Sgombero o bonifica del campo rom di Castel Romano entro oggi, altrimenti subentrerà la Regione in coordinamento con la Prefettura: a chiederlo alla sindaca Raggi è stata la stessa Regione Lazio, intervenuta insieme all’Asl competente dopo il servizio di Filippo Roma e Marco Occhipinti sul degrado e i roghi abusivi dell’area nella riserva naturale della capitale Decima Malafede che vedete qui sopra. 

Una sorta di commissariamento insomma, annunciato dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato durante l’incontro con i comitati dei cittadini di Roma insieme alle Asl competenti, e che arriverebbe dopo una serie di richieste nei mesi scrosi della Regione a Virginia Raggi rimaste inascoltate.

Si rischia quindi uno scontro istituzionale senza precedenti tra Zingaretti e la Raggi, le cui forze politiche di appartenenza sono alleate. Alla tensione già alta si aggiunge un’ulteriore elemento: Roberta Angelilli di Fratella d’Italia ha annunciato un esposto in procura per chiedere di verificare se siano stati commessi dei reati riguardo al mancato intervento del Comune di Roma in una sistuazione di emrgenza sanitaria e ambientale sotto gli occhi di tutti e dopo numerose segnalazioni dei residenti engli ultimi anni.

A far sapere di questa netta presa di posizione della Regione Lazio nei confronti del Comune di Roma l'incontro di ieri tra i comitati dei cittadini di Roma e Pomezia per l'emergenza ambientale del campo di Castel Romano e una rappresentanza della Regione guidata dall’assessore alla Sanità Alessio D'Amato, assieme ai vertici delle Asl Rm2 e 6. I rappresentanti dei comitati, accompagnati da Roberta Angelilli di Fratelli d’Italia, hanno ribadito i contenuti della denuncia, presentata anche alla Asl competente con le immagini del nostro servizio, dimostrando che dal 2017 a Castel Romano si consumano gravissimi reati ambientali, roghi tossici continui, sversamento di rifiuti speciali e pericolosi in una gigantesca discarica abusiva, nell’ambito di una riserva naturale.

L’assessore alla Sanità ha confermato che le ispezioni della Asl e dell’Arpa hanno rilevato una situazione gravissima di emergenza ambientale e sanitaria, incompatibile con la permanenza nell’area del campo rom dove vivono circa 550 persone (e di queste la metà sarebbero minorenni). L’assessore ha anche illustrato i contenuti di una lettera che la Regione ha inviato la scorsa settimana alla sindaca Raggi, l’ultima di una lunga serie, con cui è stato chiesto lo sgombero o in alternativa la bonifica dell’area entro e non oltre il 2 luglio.

Se il Comune non lo farà, la Regione fa sapere l'assessore alla Sanità potrebbe avvalersi dei poteri di surroga ed agire direttamente coordinando le procedure con la Prefettura. A chiedere la chiusura immediata del campo rom, dopo il servizio delle Iene è stata anche l’Asl 2 di Roma. L’azienda sanitaria ha certificato “le inadeguate condizioni igieniche e sanitarie'', e confermato che "tutta l'area del campo e le aree limitrofe a Castel Romano non assicurano condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza sufficienti al permanere degli occupanti”. 

Intanto, in attesa che il Comune batta un colpo, i roghi dentro la discarica non si fermano: solo ieri vi abbiamo raccontato di nuovi incendi. Le fiamme sarebbero partite sempre da cumuli di rifiuti accatastati vicino alle baracche del campo come vi avevamo già mostrato nel servizio. “Il fumo sta arrivando fino alla zona dei Castelli Romani”, ci ha scritto un uomo disperato e rassegnato. “Negli ultimi giorni, da quando siete venuti voi de Le Iene, non è successo praticamente nulla di buono per noi e ci sono stati almeno altri tre roghi”. Questa notte stessa storia: un nuovo rogo si è sviluppato dentro la discarica, e le fiamme erano di nuovo visibili da centinaia di metri di distanza. 

Il 23 giugno con Filippo Roma e Marco Occhipinti vi abbiamo portato all’interno di questo campo rom dove si è sviluppata un’immensa discarica abusiva molto pericolosa appunto per l’incolumità fisica e per la salute di chi ci abita vicino. Dopo il nostro servizio, Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, in riferimento alla domanda della Asl Roma 2 al Comune di procedere allo sgombero, ha dichiarato: “Non intendiamo attendere passivamente la risposta ed è per questa ragione che chiediamo che vengano convocati in commissione Ecomafie il sindaco Virginia Raggi e il presidente Zingaretti per riferire sulla gravissima situazione ambientale di Castel Romano e sugli episodi di criminalità che si stanno svolgendo all’interno di quella realtà”.

E la situazione a Castel Romano, come ci aveva documentato anche il nostro cicerone occasionale, l’ex poliziotto Luigi, detto “Rambo”, residente a 300 metri dal campo rom, è davvero insostenibile. Nella riserva naturale di Decima Malafede la nostra Iena ha trovato una vera e propria apocalisse urbana tra roghi di vetture rubate, topi e rifiuti pericolosi ovunque. Luigi ci ha anche raccontato il perché di quei roghi: “Bruciano soprattutto le auto perché spariscano le impronte digitali loro, all’interno della macchina sparisce tutto”, dice. “È difficile, chiunque esso sia, rilevare tracce e a vedere la provenienza di queste macchine, quindi c’è una commercializzazione dei pezzi di autovetture rubate”.

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