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News | di Matteo Gamba |

Il caso di Carlo Gilardi in parlamento, il deputato: “Un muro di gomma mai visto prima” | VIDEO

“Volevo incontrare il professor Carlo come parlamentare: me l’hanno vietato. Non mi sono mai imbattuto in un muro di gomma del genere”. Il deputato Gianluca Rospi presenta una seconda interrogazione parlamentare e ci racconta le sue iniziative, partite già dopo il primo servizio di Nina Palmieri, per aiutare questo ricco benefattore ricoverato a 90 anni in una rsa forse contro la sua volontà

“Ho appena presentato una seconda interrogazione parlamentare, mi sono rivolto anche al Tribunale di Lecco e all’amministratore di sostegno per incontrare personalmente e in maniera riservata il professor Carlo Gilardi. Me l’hanno vietato: non mi ero mai imbattuto in un muro di gomma del genere”. Il deputato Gianluca Rospi, ex Cinque Stelle e ora nel gruppo misto (componente "Popolo Protagonista"), ci racconta al telefono le sue iniziative per Carlo, il ricco benefattore del lecchese ricoverato in rsa forse contro la sua volontà, annunciandoci la sua seconda iniziativa parlamentare.

Qui sopra potete vedere l’ultimo servizio di Nina Palmieri andato in onda giovedì scorso, cliccando qui gli auguri in per i suoi 90 anni che gli ha inviato ieri Andrea Bocelli, assieme a tantissimi di voi che avete inondando i nostri social con l’hashtag #auguricarlo. In fondo all’articolo trovate tutti i principali altri servizi e articoli che abbiamo dedicato finora al caso.

“Le mie iniziative sono partite vedendo il vostro primo servizio del 17 novembre. Sono intervenuto anche in aula con una prima interrogazione. Il prof. Carlo Gilardi, novantenne lucidissimo e pienamente attivo, sembrerebbe essere stato confinato in una rsa contro la sua volontà”, ci dice Rospi. “Vorrei informazioni su questo e capire come sta. Vorrei sapere anche se gli è stata proposta un’alternativa al ricovero come il soggiorno in un albergo, in affitto o da parenti, fino alla conclusione dei lavori di risistemazione della sua casa, a che punto sono questo lavori e quando finiranno. Ho chiesto chiarimenti su tutto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a cui chiedevo anche l’invio di ispettori, e al ministro della Salute Roberto Speranza”.

Intanto anche Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione. Com’è andata? “Per ora non ci sono state risposte. Vi annuncio che ho appena presentato una seconda interrogazione parlamentare facendo riferimento pure al presunto tso a cui potrebbe essere stato sottoposto e alle presunte manipolazioni della cartella clinica di cui parlate nei ultimi vostri servizi. Lunedì proverò a contattare informalmente il ministro Bonafede per capire se e quando vuole rispondere. Ma non mi sono fermato qui. Ho chiesto al Tribunale di Lecco informazioni su come sta il signor Carlo e di incontrarlo personalmente e in maniera riservata come parlamentare. Dopo una prima risposta negativa, mi hanno risposto in maniera abbastanza curiosa che potevo controllare gli sviluppi della vicenda sui media”.

“Purtroppo un parlamentare può entrare per sincerarsi di alcuni situazioni nelle carceri, nelle caserme, nelle basi militari ma, senza ulteriori autorizzazioni, non nelle strutture sanitarie per casi come questo”, racconta Rospi. “Mi sono rivolto alla rsa, che mi ha rimandato all’amministratore di sostegno del professore, avvocato Elena Barra, che mi ha impedito di incontrarlo motivandolo in maniera abbastanza confusa: il sindaco potrà farlo in quanto rappresentante dei cittadini di Airuno. E un parlamentare che rappresenta tutti i cittadini italiani, no? Ho scritto allora di nuovo al Tribunale di Lecco, che ha ribadito che il permesso è accordato solo al sindaco. Da qui nasce la mia seconda interrogazione parlamentare”.

“Non mi sono mai imbattuto in un muro di gomma del genere”, conclude Rospi. “Non capisco soprattutto perché questo avvenga di fronte alla richiesta di un parlamentare per un incontro in maniera del tutto riservata per sincerarsi delle condizioni di un cittadino italiano. Così restano aperte tante domande a cui non vengono date riposte. Mi auguro che questa vicenda si risolva presto e che intanto, dopo la seconda interrogazione, il ministro della Giustizia faccia chiarezza. Io cercherò di sensibilizzare quanti più colleghi possibile al di là della singola appartenenza a presentare altre interrogazioni o a firmare la mia. Per sapere la verità”.

Ecco qui sotto i principali articoli e servizi che abbiamo dedicato finora a questo caso.

Carlo, benefattore in rsa

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