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Coronavirus, un milione di morti in 9 mesi: cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi 9? | I DATI

Raggiunta la soglia del milione di morti in tutto il mondo per il coronavirus. I dati mostrano come l’epicentro della pandemia sia ormai lontano dall’Europa: i primi quattro paesi per numero di vittime sono infatti lontani dal Vecchio continente. E la curva dei decessi non accenna a scendere, tanto che il direttore delle emergenze dell’Oms ha dichiarato che “non è impossibile” che si raggiungano i due milioni di morti

Un milione di morti. Il coronavirus continua a mietere vittime in tutto il pianeta e oggi ha raggiunto la soglia del milione di caduti durante la pandemia. Un numero impressionante: è come se una città come Torino fosse stata cancellata dalla faccia della terra in 9 mesi. E la curva dei decessi purtroppo non accenna a diminuire, al punto che il direttore delle emergenze dell’Oms ha dichiarato che “non è impossibile” che si raggiungano i due milioni di morti nei prossimi 9 mesi. E’ davvero questo il futuro che descrivono i dati?

Per capirlo, è necessario partire da quanto accaduto da gennaio a oggi. Prima di tutto è evidentemente come la pandemia, per quanto riguarda i morti, abbia ormai spostato il suo epicentro fuori dall’Europa: dei primi quattro paesi per numero di vittime, nessuno è nel Vecchio continente. Il non invidiabile record spetta agli Stati Uniti, che a oggi hanno registrato oltre 204mila vittime. Segue poi il Brasile con 141mila, l’India con 95mila, il Messico con 74mila. In quinta posizione c’è poi il Regno Unito con 42mila morti. E subito dopo purtroppo si trova l’Italia, che di vittime ne ha a oggi piante quasi 36mila

La Cina, epicentro originario del coronavirus, è solamente in 31ma posizione con 4.739 morti. Anche se come vi abbiamo raccontato qua ci sono varie ragioni per dubitare della veridicità dei dati che provengono da Pechino.

C’è anche un altro dato che vale la pena leggere per capire meglio da dove arrivano quel milione di morti: la letalità del coronavirus, vale a dire quante persone che hanno contratto il Covid sono poi decedute. In questa classifica, secondo i dati raccolti dalla Johns Hopkins University l’Italia detiene il triste primato: l’11,6% dei contagiati registrati sono morti con il coronavirus. Un numero molto alto, in parte spiegato dal fatto che l’Italia nei primissimi mesi della pandemia faceva tamponi solo a malati gravi, contribuendo così a spingere in alto quella cifra.

Dietro a noi, comunque, si trova il Messico con una letalità del 10,5%. Nessun altro paese al mondo ha una letalità a due cifre, anche se il Regno Unito ci si avvicina molto con il suo 9,6% (da questo conteggio abbiamo escluso lo Yemen, che registra un tasso di letalità del 28,9%, poiché i pochi e frammentari dati che arrivano dal paese sono inevitabilmente falsati dalla guerra che lo sta sconvolgendo da anni).

Come detto comunque questi numeri sono utili non soltanto per capire cos’è accaduto ma anche per cercare di prevedere cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi. Intanto bisogna partire da un dato: l’andamento dei decessi legati al coronavirus è sostanzialmente stabile, muovendosi intorno a cifre che oscillano tra le 5mila e le 6mila vittime al giorno. E questo è evidente osservando entrambi i grafici qui sotto: la curva dei morti procede con incidenza quasi invariata da parecchio tempo.



Non certo una buona notizia, a cui purtroppo se ne aggiunge un’altra ancora più negativa: la curva dei contagi sta continuando a salire, anche questa senza grosse variazioni nell’ultimo periodo.

Questo significa che purtroppo non è prevedibile, almeno nel breve termine, un sostanziale cambiamento di rotta nella crescita delle vittime: finché il numero di nuovi contagi giornalieri non scenderà drasticamente, è difficile immaginare una netta riduzione della mortalità. Fino a dove si spingerà il numero dei morti non è pronosticabile, ma il timore è che possa persino raddoppiare. Il direttore delle emergenze dell’Organizzazione mondiale della sanità, Michael Ryan, ha dichiarato che “non è impossibile” che le vittime di coronavirus tocchino quota due milioni nei prossimi 9 mesi: “Abbiamo perso un milione di persone in nove mesi e potrebbero volerci altri nove mesi prima di avere il vaccino. Siamo pronti a fare ciò che è necessario per evitare quella cifra? Il momento di agire è adesso”. Insomma, c’è una certezza: il conteggio delle vittime del coronavirus non è ancora destinato a fermarsi.

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