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News | di Matteo Gamba |

Coronavirus nel mondo, i morti: picchi in primavera, paure e come cambia la pandemia in 4 grafici

Il tragico grafico dei decessi nel mondo per Covid ci racconta come sta cambiando la pandemia. Confrontandolo con quello dei contagi, le notizie non sono tutte negative soprattutto in Europa: ecco i dati mondiali e quelli di Italia, Stati Uniti e Spagna

Dopo avervi mostrato ieri con i grafici l’evoluzione dei contagi da Covid-19 nel mondo e in alcuni paesi chiave, oggi vi mostriamo quelli dei morti. Ancora più tragici perché parliamo di decessi ma che ci raccontano comunque una pandemia cambiata, soprattutto in Europa. Ci avete chiesto di farvi vedere anche questi, volevamo già pubblicarli oggi: lo facciamo ancora più convinti di rendere un servizio utile. Cliccando qui trovate l’andamento dei contagi nel mondo e in Italia, Stati Uniti, Cina e Spagna, qui sotto vi mostriamo nella gallery quello globale dei decessi che mostra subito anche in immagine i cambiamenti nel tempo della pandemia dall’inizio a oggi e quanto la situazione e quindi la percezione sono differenti da paese a paese, Italia compresa. I dati sono quelli consultabili da tutti su Google e le fonti sono quelle che arrivano da Wikipedia, dai ministeri della Salute dei vari paesi, da The New York Times e altre fonti autorevoli e dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Vi mostriamo nella gallery anche l’andamento giornaliero dei contagi in tre paesi chiave: Italia (epicentro per molto tempo), Stati Uniti (dove ora c'è la situazione più grave) e Spagna (dove l'aumento dei casi è ripreso di recente). Manca questa volta un grafico con dati comparabili della Cina dove da mesi non si registrano più morti. I grafici sono aggiornati come ultimo giorno a destra a ieri 2 agosto ma partono da quattro date differenti, da quando cioè sono stati considerati sempre più rilevanti a seconda dei contesti: 21 gennaio per la serie mondiale, 23 febbraio per l'Italia, 4 marzo per gli Stati Uniti, 8 marzo per la Spagna. Per sfogliare la gallery con i quattro grafici basta cliccare sulle frecce a destra e sinistra. 

Coronavirus, i grafici: i morti nel mondo e in Italia, Stati Uniti e Spagna

 
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Alcuni elementi colpiscono subito più di altri soprattutto confrontandoli con i grafici dei contagi. La curva dei nuovi casi nel mondo cresce purtroppo sempre più in alto, iniziando a impennarsi tra metà marzo e aprile e passando tra maggio, giugno e luglio progressivamente da 50mila, 100mila, 200mila fino ora verso i 300mila casi. Il grafico dei decessi nel mondo sembra invece oscillare tra gli stessi drammatici dati da inizio aprile con il picco del 30 aprile non è stato mai più superato (mentre solo il 31 luglio scorso è stato registrato il record dei contagi a un livello 4 volte superipore rispetto a inizio aprile). Anche in questo caso, come per gli infettati, la curva sembra simile a quella degli Stati Uniti: i dati di inizio maggio non sono stati mai superati, anche se recentemente si registra una ripresa.

Discorso diverso per Spagna e Italia. Il caso spagnolo allarma ancora oggi per la ripresa dei contagi, i dati sui morti restano però molto bassi: non superano le poche unità da mesi anche di fronte a una recente ripresa dei nuovi casi che supera i mille al giorno. Come vi abbiamo raccontato in questo articolo sulla Spagna, l’epidemia sembra cambiare in alcune caratteristiche con percentuali di contagiati per oltre il 60% di asintomatici e di persone più giovani che in precedenza- Questa tendenza è molto diffusa nel mondo e in Europa sembra più marcata che altrove. In entrambi i casi il decesso è altamente improbabile. In Italia entrambe le curve tendono al ribasso costante, sia quella degli infetti che quella dei morti. (quest'ultima in maniera molto più marcata). E l’età media dei nuovi casi è oggi da noi attorno ai 40 anni rispetto ai 61 di marzo.

I medici legali di Tor Vergata avrebbero trovato una ferita di 7 centimetri sul cuore del 21enne ucciso a Colleferro e gli organi interni tutti lesionati. A parlarci della brutalità del branco che avrebbe infierito su Willy Monteiro Duarte era già stato un testimone indiretto della rissa: “Gabriele gli ha dato un calcio al torace e un pugno alla tempia, poi una volta a terra lo hanno colpito tutti”

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