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Coronavirus: cos'è successo davvero a Wuhan e il futuro dell'Italia | VIDEO

Wuhan è uscita dalla quarantena l’8 aprile. Con l’aiuto di un contatto locale la nostra Roberta Rei ci racconta cos’è successo davvero in Cina in queste settimane e come sta andando il ritorno alla normalità. Anche l’Italia seguirà gli stessi passi?

L’8 aprile la quarantena di Wuhan è finita: dopo 76 giorni l’epicentro della pandemia da coronavirus la metropoli da 11 milioni di abitanti ha iniziato a tornare alla normalità. Una festa ha illuminato il cielo: immagini che speriamo di poter vedere presto anche noi quando le misure di contenimento dell’epidemia verranno ammorbidite.

Ma non è tutto oro quello che luccica. Sebbene piano piano Wuhan stia tornando verso la normalità, ci sono molti dubbi su cosa sia successo davvero. La nostra Roberta Rei è riuscita a mettersi in contatto con un abitante della città, che ci ha raccontato alcune delle cose accadute nei mesi scorsi e di come potrebbe essere l’Italia una volta finita l’emergenza: “Noi siamo tutti arrabbiati a Wuhan”, ci dice. “Voi siete molto angosciati per la situazione perché da voi l’informazione è trasparente”.

E, a sentire le sue parole, da loro non sarebbe proprio così. “Tutto il mondo si è basato sulle informazioni che venivano dalla Cina, ma la Cina non comunicava i suoi dati reali”, dice l’uomo alla Iena. “E quindi la pandemia si è purtroppo diffusa. Il governo ha prima imbrogliato i cinesi, poi tutto il mondo”. E non è certo l’unico ad aver sollevato perplessità su trasparenza e la correttezza delle informazioni rivelate dal governo cinese. Altri hanno posto questo problema e sembra ne abbiano pagato le conseguenze, come potete vedere nel servizio qui sopra.

Oggi però la situazione della città è migliorata, tanto che la gente ha potuto ricominciare a girare per strada e alcune attività hanno riaperto. I ristoranti possono di nuovo distribuire cibo all’esterno, i barbieri sono aperti su appuntamento. Per prendere i mezzi pubblici o entrare nei negozi bisogna usare un’app che permette di tracciare i propri spostamenti e quegli degli altri per prevenire una seconda ondata del coronavirus.

Un sistema, questo dell’app, su cui sta lavorando anche il nostro governo. Che il nostro futuro sia simile a quello che si sta vivendo adesso a Wuhan? Nelle immagini che potete vedere qui sopra il nostro contatto ci ha mostrato come è ora la quotidianità nella prima città colpita dal coronavirus. “Fra quanto si potrà andare al ristorante con gli amici?”, chiede la Iena. “Spero tra 3 o 4 mesi”, risponde l’uomo. Succederà lo stesso in Italia? “Fate ginnastica ogni giorno e continuate a comunicare: vi dovete sostenere l’un con l’altro. Se noi dobbiamo ringraziare qualcuno non è il governo ma la gente di Wuhan. In questi mesi abbiamo combattuto restando in casa: sono le persone che hanno vinto”.

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