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Iptv e pezzotto, chiusi 15 siti pirata: trasmettevano la Serie A in streaming

Giro di vite al fenomeno del pezzotto e delle Iptv pirata. La Guardia di Finanza ha oscurato 15 siti che trasmettevano partite di Serie A in streaming. L’indagine ora punta a individuare i reseller e i clienti di questo traffico. Alessandro Di Sarno ha incontra un venditore all’ingrosso, anello di congiunzione tra chi sta ai vertici e gli installatori

Quindici siti oscurati che consentivano illegalmente la visione di partite di Serie A a pagamento. L’operazione della Guardia di Finanza punta a dare un giro di vite alla vendita illegale del pezzotto, il dispositivo che permette di vedere in maniera illegale canali tv che richiederebbero un abbonamento. Nel servizio che vi riproponiamo qui sopra, Alessandro Di Sarno ci ha mostrato che cosa si nasconde dietro questo fenomeno (a volte addirittura la camorra).

Il tribunale di Roma ha oscurato ora 15 siti web con un sequestro preventivo. La nuova indagine è partita da una denuncia presentata dalla Lega di Serie A, contitolare, assieme alle singole squadre organizzatrici delle partite di calcio, dei diritti audiovisivi del campionato di Serie A Tim, Coppa Italia, Supercoppa e competizioni Primavera.

Gli inquirenti hanno smascherato il traffico di pirateria che nasce dalla distribuzione illecita dei segnali delle Iptv. Le indagini in corso hanno come obiettivo principale l'individuazione dell'organizzazione composta da decine di “reseller” che vendono per poche decine di euro abbonamenti illegali a migliaia di clienti che ora rischiano una denuncia.

Con Alessandro Di Sarno abbiamo cercato di capire come funziona e si organizza questo business illegale. Il nostro viaggio è iniziato circa un anno fa a Napoli, dove abbiamo incontrato la base di questa piramide illegale: gli installatori. E, se alla base ci sono loro, ai vertici troviamo gli amministratori, cioè le persone che gestiscono la distribuzione e la vendita di tutti gli abbonamenti. Qualche settimana fa ne abbiamo intervistato uno che era stato arrestato e che rischia la condanna per associazione a delinquere. Queste sono le persone che guadagnano di più all’interno della piramide. “Al mese guadagnavo sui miei 40mila user almeno un euro a user. Entravano circa 40mila euro al mese”. Tra gli installatori e gli admin ci sono i reseller, venditori all’ingrosso di pezzotti che superano mediamente i 1.000 utenti.

Ci siamo infiltrati in uno dei gruppi di venditori all’ingrosso più grandi d’Italia e siamo riusciti a ottenere un appuntamento con un reseller.  “Nel mio gruppo siamo in 109”, ci spiega. “Ogni gruppo ha 1.000 utenti”. Si tratterebbe quindi di un giro d’affari da oltre un milione di euro al mese. Ci fingiamo convinti a comprare da lui gli abbonamenti e gli diamo appuntamento nel parcheggio per dargli i soldi in cambio dei codici degli abbonamenti. Invece dei soldi ad aspettarlo c’è il nostro Alessandro di Sarno.

La reazione del reseller ci lascia senza parola. “Io non vendo niente”, ci dice. “Io ho due figli per favore!”, e scoppia in un pianto disperato: “Non arrivo a fine mese”. La Iena gli chiede per chi lavora. “È un gruppo troppo gigantesco non so neanche io chi sono i capi. Sono flussi che arrivano tutti dall’Europa e anche fuori. Io guadagno 10 euro a abbonamento”. E ci parla di “un boss troppo grande, uno che è nel giro da tanti anni, è il proprietario dei flussi”

dopo il nostro servizio

Il ministro degli Esteri ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, per fare il punto della situazione. Noi de Le Iene ci stiamo occupando da tempo del caso di Chico Forti. La prossima settimana torneremo a parlarne con un nuovo servizio del nostro Gaston Zama

L'ultima puntata

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