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Italia circondata da paesi dove corre il coronavirus: come ci proteggiamo? | I DATI

L’Italia ha imposto molte restrizioni all’ingresso dall’estero, nel tentativo di evitare di importare una seconda ondata di coronavirus. Tra questi ci sono anche la Francia e la Spagna, ma non il Regno Unito. E da 13 Paesi è proprio proibito entrare nel territorio nazionale. Ecco tutti i vincoli

L’Italia sta per adesso gestendo con successo la seconda ondata pandemica del coronavirus. Mentre molti dei nostri partner europei e internazionali sono costretti a varare nuove misure restrittive, noi ce la stiamo cavando piuttosto bene. Al punto che l’Italia viene indicata come un modello da testate internazionali e della stessa Organizzazione mondiale della sanità, come vi abbiamo raccontato qui. Ma dietro a questo successo si nasconde un rischio: importare nuovi e ulteriori contagi dai nostri vicini che non se la stanno cavando così bene. La stessa cosa che è successa all’inizio della prima ondata, ma a ruoli invertiti: all’epoca era l’Italia il primo e più colpito paese d’Europa. Di sicuro ci stiamo impegnando anche su questo fronte.

Prima di tutto il governo ha stilato un elenco di paesi da cui è proibito entrare o transitare in Italia: sono Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana. Ovvero, tredici tra gli Stati del mondo che sono più colpiti dal coronavirus. Ma le restrizioni non si fermano qui.

Se un viaggiatore vuole entrare in Italia da un paese che non fa parte dell’area Schengen (la zona di libera circolazione europea), deve avere una precisa motivazione: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non è consentito entrare in Italia per turismo. Dal 7 settembre è però stato consentito l’ingresso nel Paese a chi si vuole riunire con il proprio partner, a patto ovviamente di poter dimostrare l’esistenza di una “relazione affettiva stabile”.

Gli unici Paesi extra Schengen a cui non si applica questo divieto sono Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay. Una volta entrati in Italia, però, è obbligatorio sottoporsi a isolamento fiduciario ed è proibito spostarsi dall’aeroporto alla casa o albergo di destinazione con mezzi pubblici.

Per quanto riguarda invece i paesi dell’area Schengen, attualmente è permesso entrare in Italia liberamente. Per quanto riguarda tutta l’area Ue, ci sono delle notevoli eccezioni, per Croazia, Grecia, Malta, Spagna e parte della Francia. Se si arriva da uno di questi paesi è infatti obbligatorio presentare una dichiarazione di essersi sottoposti con esito negativo al test per il coronavirus nelle ultime 72 ore o in alternativa effettuare il tampone entro 48 ore dall’ingresso in Italia. 

Insomma, c’è un lungo e dettagliato elenco di misure e restrizioni ai viaggi decise dal nostro governo per controllare il rischio di importare la pandemia in Italia. E, a eccezione del Regno Unito, tutti i paesi dove il coronavirus corre di più rientrano nell’elenco sopra citato.

Ma siamo gli unici al mondo ad applicare simili restrizioni? Ovviamente no. L’elenco dei paesi che hanno deciso misure in qualche misura comparabili è sterminato, e sarebbe troppo lungo da fare qui. Quello che però può essere interessante è vedere quali sono gli stati che hanno deciso di imporre limitazioni all’ingresso degli italiani nel loro territorio. E anche qui l’elenco è piuttosto lungo. 

I paesi a noi confinanti non impongono limitazioni: si può entrare liberamente in Francia, Svizzera, Austria e Slovenia. Cipro e la Slovacchia impongono l’obbligo del tampone. Estonia, Lettonia, Lituania, Irlanda, Norvegia, Slovacchia quello dell’autoisolamento per 14 giorni. In Finlandia invece si può entrare solo per lavoro o “motivi essenziali”, quindi niente turismo. La Grecia invece si riserva di imporre il tampone a chi entra, senza però aver la possibilità di sapere se lo farà prima dell’arrivo. L’Ungheria invece ha chiuso i confini fino al primo ottobre.

E per i Paesi extra Schengen? Anche qui la situazione è variegata: Australia e Nuova Zelanda hanno chiuso le frontiere per cui è proibito entrare. E lo stesso si applica al Canada. Gli Stati Uniti non hanno ancora rimosso il “travel ban” imposto a marzo, per cui è proibito entrare a meno di ottenere un visto specifico dall’ambasciata americana. E in Giappone le limitazioni sono molto simili a quelle imposte da Washington.

Insomma, tutto il mondo cerca di limitare il rischio di importare il coronavirus dall’estero. Una battaglia che fino ad ora l’Italia sta conducendo con successo

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