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News | di Giulio Melis |

"Odio Napoli", parla il ragazzo: "All'edicolante ho detto napoletano di m***a per rabbia" | VIDEO

Ecco il video esclusivo delle telecamere di sorveglianza e la versione del ragazzo che indossando la maglietta ‘Odio Napoli’ ha scatenato un caso scontrandosi nella metro di Milano con un edicolante partenopeo. Ci ha contattato: “È un odio sportivo, e anche se fosse stata contro i napoletani questo non è razzismo”

“Alla fine gli ho detto ‘napoletano di merda’ per rabbia perché ha fatto una cosa grave. Ma non l’ho aggredito: gli ho solo tirato due biscotti contro la vetrina delle sigarette”. Marco (il nome è di fantasia) ci ha contattato per darci la sua versione del caso che vi abbiamo raccontato ieri del ragazzo che si è presentato in un negozio all’interno della metropolitana di Milano all’altezza della stazione di Molino Dorino, parte sud ovest della città, con addosso una maglietta con la scritta “Odio Napoli” scontrandosi con un edicolante partenopeo. Marco è quel ragazzo che vedete qui sopra nel video, che vi mostriamo in esclusiva, girato dalle telecamere di sorveglianza (clicca qui per l’articolo di ieri).

“Ero con i miei fratellini. Vado sempre lì ogni settimana a prendere le sigarette e li conosco bene, soprattutto un suo collega. Questo edicolante, napoletano, mi ha detto: ‘Io con quella maglia non ti servo’. Pensavo scherzasse, ero già andato lì anche con quella maglietta. Poi mi sono un po’ incazzato e ho lanciato due biscotti contro la vetrina delle sigarette. Andandomene mi sono sentito dire: ‘O coglione, che cazzo fai!’, gli ho risposto ‘ma vai, vai, napoletano di merda’. L’ho detto per rabbia, non perché è napoletano, è perché era il tema della maglietta. Quello che ha fatto lui è molto grave, io sono un cliente, porto i soldi e penso che abbia il dovere di servirmi al di là delle sue opinioni su una cosa che ha il cliente”.

Già, ma perché indossava quella maglietta con la scritta razzista “Odio Napoli”? “È un odio sportivo, io sono tifoso dell’Inter e odio la squadra di Napoli, come la Juventus e il Milan”, prosegue Marco al telefono raccontandoci anche di aver ricevuto una denuncia, di cui però non vuole parlare, durante una trasferta per seguire la propria squadra. “Non sono razzista, ho amici napoletani che se la ridono della maglia. Ma mettiamo fosse anche contro i napoletani, il razzismo è altro. Magari ora, vista la situazione, per un po’ di giorni non metterò più questa maglietta”.

Marco ci dice anche di non escludere di adire per vie legali: “Ho parlato con mio cugino avvocato che mi ha spiegato che ho pienamente ragione: lui non poteva non servirmi”.

Queste sono la versione e le idee di Marco. A noi quella maglietta proprio non va giù, anche perché "odio" è sempre una brutta parola che non si dovrebbe usare mai: siamo andati a parlare anche con l’edicolante.

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