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Morte di Filippo Raciti: la teoria dell'investimento e i dubbi sulle ferite | VIDEO

Ismaele La Vardera torna a parlarci della morte dell’ispettore capo Filippo Raciti: in questo nuovo capitolo, viene approfondita la teoria alternativa, scartata però durante il processo, secondo cui l’agente potrebbe essere stato colpito da un mezzo della polizia

“È una cosa che non ha fatto e per cui sta pagando la sua gioventù, non è giusto e non è umano”. La mamma di Antonino Speziale è convinta dell’innocenza di suo figlio, che è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Filippo Raciti. L’ispettore capo è morto durante gli scontri a seguito della partita di calcio Catania-Palermo avvenuti il 2 febbraio 2007.

Da qualche settimana ci stiamo occupando di questa vicenda con il nostro Ismaele La Vardera. Nel primo servizio vi abbiamo raccontato come Antonino Speziale, all’epoca dei fatti 17enne, è stato condannato in via definitiva per l’omicidio di Raciti. Speziale si trova ancora in carcere e sta scontando gli ultimi mesi della pena, che dovrebbe terminare il 15 dicembre.

Nel secondo servizio vi abbiamo raccontato di un’intercettazione, registrata nel carcere di Catania due settimane dopo la morte dell’ispettore capo Filippo Raciti. A parlare sono tre persone: nella registrazione si discute della presunta esistenza di un video, che racconterebbe un’altra versione di quanto accaduto e della possibile esistenza di un testimone.

In questa nuova puntata dell’inchiesta di Ismaele La Vardera, che potete vedere qui sopra, approfondiamo un altro aspetto della vicenda: la teoria alternativa - non avvallata durante il processo - secondo cui Filippo Raciti potrebbe essere stato investito da un mezzo della polizia. Ci sono poi i dubbi legati alle ferite riportate dall’ispettore capo di Polizia, che potrebbero essere compatibili proprio con la teoria dell’investimento. Parla infine l’avvocato della famiglia Raciti, convinto che il vero colpevole sia effettivamente Antonino Speziale. 

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