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Le Iene per Nadia / 1: dal primo servizio all'intervista dopo il malore | VIDEO

Un anno fa, il 13 agosto 2019, ci lasciava la nostra Nadia. A un anno di distanza i suoi compagni di viaggio la raccontano, la ricordano e la festeggiano. In questa prima parte de Le Iene per Nadia partiamo dal suo primo servizio, arrivando fino al malore che ha tenuto tutti con il fiato sospeso e al suo ritorno in onda. E poi c’è la musica: dal duetto con Anna Oxa alla dedica di Jovanotti dopo un’incursione sul palco

Il 13 agosto 2019, ci lasciava la nostra Nadia. A un anno di distanza la raccontiamo con ricordi, interviste e immagini sulla sua vita con tutti noi.

Partiamo dal 2009 e dal suo primo servizio con Riccardo Festinese: “Quando indossa per la prima volta la divisa da Iena è fuori di sé, lo voleva tanto”. Dopo quel servizio Nadia diventerà inarrestabile.

C’è anche la musica: qualche anno più tardi intervista Anna Oxa finendo a cantare con lei “Senza pietà”. Nel 2018 arriva perfino sul palco nel mezzo di un concerto di Jovanotti che le dedica una versione inedita di “Bella” solo per lei.

Con il suo primo malore a Trieste, tutti rimaniamo con il fiato sospeso fino a quando lei pubblica una foto sui social per tranquillizzarci. Quello scatto raccoglie oltre un milione e mezzo di like. La vicinanza delle persone non è solo virtuale ma anche reale. In migliaia le dedicano momenti di raccoglimento e di preghiera per starle vicini.

Nonostante le cure, vuole tornare a Le Iene. La raggiungiamo a casa sua per la prima intervista dopo il malore. Ci racconta che cos’è successo e ci lascia con un messaggio: "Ho un marito impegnativo che si chiama Le Iene. Non è lavoro, è la mia vita. Quando ci prendiamo carico dei problemi delle persone non è che arriviamo a casa e ce ne dimentichiamo. Non è fare lo show. C'è tanto amore e passione, è come se il problema fosse tuo”. 

Dopo questa intervista e una pausa del programma, torna a condurre Le Iene. In quell’occasione racconta quello che ancora il mondo non sapeva. E con tutta la su energia chiede: "Non trattateci da malati, siamo tutti dei guerrieri!”.

I medici legali di Tor Vergata avrebbero trovato una ferita di 7 centimetri sul cuore del 21enne ucciso a Colleferro e gli organi interni tutti lesionati. A parlarci della brutalità del branco che avrebbe infierito su Willy Monteiro Duarte era già stato un testimone indiretto della rissa: “Gabriele gli ha dato un calcio al torace e un pugno alla tempia, poi una volta a terra lo hanno colpito tutti”

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