>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Nazista condannato per 5.230 omicidi: non si farà neanche un giorno di carcere | VIDEO

È stato condannato a due anni l’ex guardia di un lager nazista Bruno Dey, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Oggi ne ha 93 e vista l’età non andrà in carcere

5.230 omicidi e non farsi neanche un giorno di carcere. L’ex guardia del campo di concentramento nazista di Stutthof, Bruno Dey, è stato condannato a due anni di carcere perché riconosciuto colpevole di complicità in tutti quegli omicidi. È stato processato dal tribunale dei minori di Amburgo, poiché all’epoca dei fatti Dey aveva 17 anni. Oggi ne ha 93 e data l’età non andrà in carcere.

Si calcola che nel campo di Stutthof, liberato definitivamente il 9 maggio 1945 dai sovietici, siano transitate oltre 115mila persone. E che quasi 65mila di questi non siano mai più tornati a casa dalle proprie famiglie. Dey ci lavorò come guardia dall’agosto 1944 all’aprile dell’anno successivo. Le vittime sono 5mila persone uccise dal tifo per le condizioni nel lager e 200 uccise con la camera a gas. L’imputato si è presentato al processo coprendosi il volto. Durante l'ultima seduta si è scusato con i familiari delle vittime, dicendo che una atrocità del genere "non dovrà mai ripetersi". I magistrati hanno riconosciuto che Dey non era un ardente sostenitore del Reich, ma non vi si era opposto.

Dey non è l’unico nazista ad aver vissuto, fino ad ora, da uomo libero. Con Alessandro Politi abbiamo incontrato nel 2018 Johann Riss, condannato all’ergastolo da un tribunale italiano, ma che non ha mai fatto neanche un giorno di carcere, vivendo da uomo libero nella sua casa in Baveria. È proprio lì che è andata la Iena, portando con sé la foto del fratellino di Tosca, una donna che nella strage a cui ha partecipato Riss, ha perso la sua famiglia. E ancora oggi, nel ricordare quel giorno, Tosca ha l’orrore negli occhi.

Riss ha infatti partecipato allo sterminio di 174 civili innocenti, tra cui donne, bambini e disabili, rei a detta dei nazisti di avere ospitato e nascosto dei partigiani. Ma non c’era nessun partigiano in quel casale a Fucecchio, quel giorno del 1944. Tosca e Vittoria sono sopravvissute a quella strage, ma non possono dimenticare. 

Ultime News

Vedi tutte
Loading