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Dentro il reparto Covid: la lotta in prima linea contro il coronavirus | VIDEO

Alessandro Politi entra nel reparto Covid dell’ospedale di Padova documentando giorno per giorno con medici e infermieri la battaglia contro il coronavirus. Abbiamo raccolto le testimonianze di pazienti e medici di questa struttura, dove viene usato con ottimi risultati anche il plasma iperimmune

Siamo di nuovo in piena pandemia e gli ospedali si stanno riempiendo. Come si è organizzata la trincea? Abbiamo deciso di trasferirci in un reparto Covid e raccontarvi giorno per giorno dall’interno come e con cosa si combatte concretamente il coronavirus. Ci ha aperto le porte l’azienda ospedaliera di Padova, da dove passano molte sperimentazioni contro il Covid-19.

Abbiamo deciso di entrare in questa struttura perché qui usano con ottimi risultati anche il plasma iperimmune. Ma prima di entrare, il direttore generale Luciano Flor ci mette in guardia. “Sono tutti malati ad alta carica. Sappi che vai nel reparto che è il massimo concentrato di potenzialità infettiva”, dice ad Alessandro Politi. Qui negli ultimi giorni le cose stanno cambiando rapidamente: “Dieci giorni fa avevamo 25 malati, oggi ne abbiamo 55”, spiega il direttore generale. 

La Iena, assieme a medici, infermieri e personale sanitario ci porta nel reparto Covid dell’ospedale, dove abbiamo conosciuto anche alcuni pazienti che si sono resi disponibili. Ci prepariamo indossando tutte le protezioni necessarie e andiamo a conoscere i primi pazienti. “Adesso sto abbastanza bene”, racconta una di loro. “Dal secondo trattamento del plasma il corpo ha iniziato a reagire”.

Qual è stata la cosa più pesante? "L’isolamento e la malattia. Per dieci giorni stavo male e non volevo parlare con nessuno”, racconta un’altra paziente. Dopo aver assistito a una visita di routine, conosciamo una paziente in dialisi che non potendo usare gli antivirali viene curata solo con il plasma e bassi dosaggi di cortisone.

Al termine della nostra prima giornata parliamo con la dottoressa De Silvestro, capo dell’unità operativa immunotrasfusionale di Padova. “Se fosse per me o per qualche mio familiare sarei favorevole all’utilizzo del plasma. Non fa male e noi in tutta la nostra esperienza non abbiamo avuto un effetto collaterale significativo. Abbiamo avuto un aumento della richiesta del plasma da parte di clinici che all’inizio non ci credevano fino in fondo”. 

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