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Commenti omofobi contro ragazza lesbica: “Dovrebbe essere sterminata” | VIDEO

Nel giorno della festa della liberazione, il 25 aprile Erika e Martina hanno pubblicato sulla loro pagina Instagram, in cui raccontano il loro amore, un commento ricevuto che richiama lo sterminio. Con Veronica Ruggeri vi abbiamo raccontato da poco un’altra storia di omofobia: quella di Malika, cacciata di casa dai genitori perché lesbica

“Dovrebbe essere uccisa, anzi sterminata”. È solo uno dei terribili “commenti” che la pagina Instagram “Le perle degli omofobi” ha denunciato sul suo profilo. Sull'account social, Erika e Martina raccontano il loro amore, denunciando però anche gli insulti che ricevono per essere semplicemente se stesse.

“Se vi state chiedendo chi è che dovrebbe essere uccisa secondo costui”, spiegano le ragazze in un post del 25 aprile in cui hanno pubblicato l’immagine del commento, “la risposta è: Erika”. “Cos’è questa?”, continua il post delle ragazze. “Lecita libertà di espressione del pensiero? E per tutti quelli che ‘la legge non serve’, ma ve lo ficcate in testa che queste cose ci vengono dette solo ed esclusivamente per il nostro orientamento sessuale? Cioè, Erika dovrebbe essere sterminata in quanto lesbica. Capito? In quanto lesbica. Vi ricorda niente?”.

“Ci augurano di morire”, racconta Martina a Repubblica. “Evocano la Shoah in un giorno così simbolico come è il 25 aprile. Siamo stanche, quando abbiamo letto questo commento abbiamo deciso per l'ennesima volta di fare denuncia, di dare tutto in mano all'avvocato”. Il messaggio che evoca lo sterminio è stato lasciato sotto il video di un amico delle ragazze che raccontava la storia di Erika. Proprio in queste settimane, si sta discutendo della legge Zan contro l’omotransfobia dopo che, passata alla Camera, è stata bloccata in Senato. Scorrendo il profilo di queste due ragazze, di denunce di commenti violenti e omofobi se ne trovano davvero tanti.

Ma gli episodi di omofobia purtroppo non si consumano solo sul web. Vi abbiamo raccontato da poco la storia di Malika, una ragazza di 22 anni che si è ritrovata cacciata di casa perché ama un’altra ragazza e la sua famiglia non lo accetta. Nel servizio di Veronica Ruggeri, che vedete qui sopra, vi abbiamo raccontato la sua storia. Dopo il suo coming out la famiglia l’ha messa alla porta: “Speravo in un abbraccio, ma non ho più visto gli occhi di mia mamma”, racconta la ragazza che è ospitata dalla fidanzata e dalle amiche. Attraverso una lettera ha voluto dire ai suoi genitori di amare una ragazza. Ma loro non l’hanno più fatta entrare in casa, neppure quando si è presentata scortata dai carabinieri per recuperare almeno i suoi vestiti.

“Mi hanno detto che preferivano un figlio drogato perché era curabile e io non lo sono. Mi hanno detto che per loro sono morta”, racconta Malika. Per questa ragazza, ritrovatasi senza un tetto e pure senza i suoi vestiti, è partita una raccolta fondi. Come vi abbiamo raccontato qui, Malika ha deciso di donare parte di quanto raccolto. “Donerò una parte di questi soldi a chi è in difficoltà”, aveva detto. E  nei giorni scorsi ha iniziato a farlo, come racconta in una serie di stories su Instagram: “Conosco le difficoltà e sono pronta ad aiutare anche se non mi piace sbandierare quando aiuto perché conta il gesto. Sono felice di rendere felice un’altra persona”. 

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