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Ddl Zan sull'omotransfobia: si sblocca il dibattito in Senato. Critiche dai vescovi | VIDEO

Fermato l’ostruzionismo (anche se la maggioranza resta divisa) sul ddl contro l’omotransfobia al Senato dopo settimane, mesi di polemiche. La Cei: “Troppi dubbi”. La storia di Malika, cacciata di casa perché ama una ragazza, e le parole del coraggioso don Giulio ci hanno mostrato ancora una volta perché questa legge serve
 

Dopo settimane, mesi di polemiche si sblocca in Senato la discussione sul disegno di legge Zan contro l'omotransfobia: il dibattito è stato calendarizzato in commissione Giustizia al Senato, dopo l’ostruzionismo di alcuni senatori con in prima linea Simone Pillon della Lega. La lotta all’omotransfobia vede noi de Le Iene in prima linea, a partire dai servizi recenti su Malika, cacciata di casa dai genitori perché ama una ragazza incontrata da Veronica Ruggeri, o dall’intervista a don Giulio di Giulio Golia che vedete qui sopra. Si tratta del prete che ha contestato una disposizione del Vaticano dicendo prima di Pasqua: “Se non posso benedire le coppie gay, non benedico nemmeno le palme”.

La legge Zan punta a introdurre un'aggravante per i reati contro persone omosessuali, transgender o comunque commessi in relazione al sesso, al genere e ad altre caratteristiche sensibili finora non specificatamente tutelate dalle normative in vigore. Per settimane la campagna per sbloccare il ddl Zan, approvato alla Camera in novembre, ha visto una grande mobilitazione e scendere in campo anche esponenti del mondo dello spettacolo, da Fedez a Elodie per citare solo i primi che si sono schierati.

Il voto di oggi, che ha incardinato il dibattito in commissione Giustizia, ha visto dividersi l’ampia maggioranza che sostiene il governo Draghi: è passato infatti con 13 sì e 11 no. Favorevoli Pd, M5s, Leu e Italia viva. Contrario il centrodestra. “La legge contro l'omotransfobia, misoginia e abilismo è stata calendarizzata in Commissione Giustizia al Senato. Finalmente ora può iniziare la discussione anche in questo ramo del Parlamento, per l’approvazione definitiva", commenta su Twitter il promotore Alessandro Zan, deputato Pd.

Come ha riferito in aula il presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari della Lega, sarà lui relatore del provvedimento che sarà incardinato entro maggio. Nuove polemiche su questa scelta, visto che il partito di Salvini è contrario al ddl.

Critica la Cei. "In questi mesi sono affiorati diversi dubbi sul testo del ddl Zan in materia di violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere, condivisi da persone di diversi orizzonti politici e culturali”, fa sapere la Conferenza episcopale italiana, l’assemblea permanente dei vescovi. “È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative. Auspichiamo che si possa sviluppare nelle sedi proprie un dialogo aperto e non pregiudiziale. Una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l'obiettivo con l'intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna". 

“La Chiesa incide anche sulla legge contro l’omotransfobia” ci aveva già detto non a caso, criticando questa posizione, il parroco di Bonassola don Giulio nel servizio che vedete qui sopra.

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